MySpace aderisce a OpenId:permette account unico su vari siti

martedì 22 luglio 2008 20:05
 

NEW YORK (Reuters) - Il social network in rete MySpace, di News Corp, parteciperà all'alleanza OpenId per permettere ai suoi utenti di usare il proprio account anche su altri siti e portali di socializzazione senza il bisogno di effettuare una nuova registrazione.

Questa novità segue la decisione del network dello scorso maggio di consentire ai suoi 115 milioni di utenti (stimati) in tutto il mondo di condividere le informazioni presenti sul proprio profilo MySpace anche su altri siti.

OpenId è un'alleanza open source che, permettendo agli internauti di avere un'unico profilo per diversi siti web, ha il fine di eliminare la necessità di creare molteplici nickname e password.

"Tutto questo renderà più utile per gli utenti di MySapce avere un account sul nostro sito anche quando non sono su MySpace", ha detto il vice presidente della sezione tecnologia del portale Jim Benedetto, in un'intervista telefonica.

"Speriamo che possiate portare i vostri amici di MySpace in qualunque luogo andiate", ha aggiunto.

Ma inizialmente non sarà così facile. Gli utenti già registrati potranno accedere ad altri siti, come il database di contatti online Plaxo attraverso l'uso del proprio account su MySpace, ma non potranno usare il proprio OpenId MySpace per connettersi a siti come Yahoo, a sua volta membro OpenId, e vice versa. Questo perché - ha spiegato Benedetto - entrambi sono considerati come "providers" e non "relying parties".

I providers possono creare nuovi OpenId, mentre i cosiddetti relying parties possono accettare membri OpenId da altri siti web.

Benedetto ha affermato che questi sono ancora i primi passi, e che MySpace prende in considerazione la possibilità di diventare un relying party.

MySpace offre ora anche due nuovi siti web: una community dedicata al cinema, Flixster, e una su eventi culturali, Eventful, che supporteranno la capacità di trasferimento delle informazioni degli utenti dai profili MySpace.

 
<p>Un'internet caf&eacute;. REUTERS/Simon Zo/Files</p>