Videogame, Ue esorta industrie a codice condotta per minori

martedì 22 aprile 2008 20:19
 

STRASBURGO (Reuters) - I produttori e i distributori di videogame hanno due anni di tempo per uniformarsi ad un codice di condotta che protegga meglio i più piccoli dalla visione di immagini violente. Lo ha detto oggi l'organo esecutivo dell'Unione Europea.

"I creatori (di videogiochi) devono godere della libertà di espressione ma allo stesso tempo questa è un'industria che ha un certo impatto sulla società", ha detto durante una conferenza stampa Viviane Reding, commissario europeo per le Tlc e i media.

Si stima che i ricavi dalla vendita di videogiochi in tutto il mondo raggiungeranno i 30 miliardi di euro in due anni, un terzo dei quali all'interno dei 27 paesi Ue, ha aggiunto Reding.

La preoccupazione maggiore, ha continuato il commissario europeo, è che i videogiochi possano causare comportamenti aggressivi che potrebbero condurre a episodi tragici, come la sparatoria nella scuola finlandese dello scorso novembre in cui otto persone hanno perso la vita per mano di uno studente di 18 anni.

Tali timori hanno portato diversi paesi a bandire giochi come "Manhunt 2".

L'esecutivo Ue ha potere propositivo in tema di leggi, ma ha deciso di dare due anni di tempo alle aziende del settore perché adottino un codice di condotta più adeguato, invitando le industrie a investire di più per la pubblicizzazione dei simboli che evidenziano a quale fascia d'età siano indirizzati i vari giochi.

Il sistema di classificazione dei videogame per fasce di età usato dai produttori -- Pan European Games Information (Pegi) -- è adottato da 20 paesi membri Ue e giudicato affidabile dalla Elspa -- Entertainment and Leisure Software Publishers' Association -- ma la Commissione Europea vorrebbe che i simboli Pegi diventassero più familiari al pubblico, anche se ammette che non ci siano prove su come i videogiochi violenti influenzino effettivamente il comportamento dei ragazzi.