Napoli, scoperta truffa telematica da 50 milioni euro

lunedì 21 aprile 2008 13:16
 

NAPOLI (Reuters) - La Guardia di Finanza di Napoli ha arrestato oggi otto persone con l'accusa di aver partecipato ad una presunta truffa telematica del valore di oltre 50 milioni di euro ai danni di Tim di Telecom Italia, messa a punto attraverso l'attivazione di 35.000 schede telefoniche false.

"La truffa multimilionaria si basava su migliaia di ricariche telefoniche fraudolente poi scaricate con chiamate a numeri 899 creati ad hoc per monetizzare il traffico sottratto illegalmente alla società di telecomunicazioni Tim", dice una nota della Procura di Napoli.

Gli inquirenti, nel corso di una conferenza stampa, hanno detto che sono stati eseguiti otto arresti, di cui cinque in flagranza di reato, mentre altre 29 persone sono state denunciate.

I reati contestati a vario titolo sono associazione per delinquere, abusiva introduzione nel sistema telematico di Telecom e truffa informatica ai danni di Telecom "aggravati dalla circostanza di favorire l'associazione per delinquere di stampo camorristico", dicono gli inquirenti.

E' stato appurato che membri dell'organizzazione entravano abusivamente nel sistema informatico e telematico della Telecom attraverso il Centro customer care di Napoli, e facevano fino a 200 ricariche in 30 minuti.

Il gruppo principale dell'organizzazione faceva riferimento a un personaggio già in carcere legato al clan camorristico Contini. Da alcune intercettazioni è emerso che alcune di queste sim dovevano essere date a cittadini pakistani, ma il pm titolare dell'inchiesta, Catello Maresca, non ha voluto dire se si tratti di soggetti già indagati o comunque coinvolti in inchieste su attività terroristiche gestite dalla procura di Napoli.

Un altro gruppo, di più basso profilo, faceva parte della ditta di pulizie che effettua servizio presso il Centro customer care di Napoli.

L'operazione - condotta da Fiamme gialle e polizia di Napoli, Roma e Firenze con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano - ha inoltre portato al sequestro di più di 30 società.

I proventi del traffico finivano poi su conti correnti esteri.

 
<p>Una serie di telefonini. REUTERS/Albert Gea</p>