Olimpiadi, Cio indagherà su possibile censura Internet

martedì 29 luglio 2008 16:01
 

PECHINO (Reuters) - Il Comitato Internazionale per le Olimpiadi (Cio) indagherà su ciò che sembra essere una censura a un servizio Internet creato per la copertura mediatica dei Giochi di Pechino.

Lo ha detto oggi il responsabile stampa Kevan Gosper.

La Cina, che ha promesso ai media la stessa libertà che hanno goduto durante la precedente edizione delle Olimpiadi ad Atene, ha allentato le regole sulla stampa estera nel gennaio dello scorso anno.

Ma nonostante le nuove norme, che secondo il programma resteranno in vigore fino al prossimo ottobre, i media stranieri in Cina lamentano continue intromissioni da parte dei funzionari governativi e l'associazione Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto all'inizio di questo mese secondo cui la Cina non starebbe tenendo fede alle promesse fatte in tema di diritti.

Sono risultati vani oggi i tentativi di accedere, attraverso la rete Internet al Main Press Center, al sito web di Amnesty International, che ha diffuso ieri un rapporto in cui si accusa la Cina di aver disonorato le Olimpiadi non mantenendo gli impegni presi.

Gosper ha detto che il Cio indagherà su tutto ciò che potrebbe interferire con il lavoro dei giornalisti durante i Giochi.

"Tutte queste cose costituiscono una preoccupazione e indagheremo, ma ciò che ci interessa è che i media riescano a riportare i Giochi come hanno fatto nella precedente edizione delle Olimpiadi", ha detto a Reuters.

"Laddove ciò non accada, porteremo immediatamente la questione davanti al Bogoc e alle autorità", ha detto, riferendosi agli organizzatori dei Giochi di Pechino.

Le Olimpiadi apriranno ufficialmente il prossimo 8 agosto ma i 'Villaggi per atleti e media' sono già attivi, e al Main Press Centre e International Broadcast Centre sono già giunti 20.000 giornalisti accreditati per seguire l'evento.

Gosper ha anche detto di aver ricevuto delle lamentele sulla lentezza del servizio Internet. "Ci stiamo lavorando e abbiamo presentato la questione al Bogoc immediatamente perché libero accesso al Web significa anche velocità normale", ha aggiunto.

 
<p>Un'immagine di un Internet caf&eacute;. REUTERS/Claro Cortes IV</p>