Google offre nuovo e semplice software per creare siti web

giovedì 28 febbraio 2008 11:48
 

di Eric Auchard

SAN FRANCISCO (Reuters) - Il colosso Google ha detto di offrire un nuovo semplice supporto da utilizzare per la creazione di siti web per uffici e gruppi di lavoro, mirando a battere il già esistente SharePoint di Microsoft .

Il nuovo servizio di Google si chiama Sites ed è una versione in scala ridotta di JotSpot, un semplice servizio per la creazione di "intranet" che Google aveva acquisito 16 mesi fa.

Sites, nuovo stadio della corsa del gigante di Internet sul mercato, permette anche ai poco esperti di organizzare e condividere informazioni digitali, come collegamenti web, calendari, foto, video, presentazioni, profili personali, allegati e altri documenti, in un sito facile da creare e aggiornare e che può essere consultato solo dagli iscritti.

Share Point di Microsoft è un programma molto simile, ma molto più complicato da adoperare, e soprattutto più costoso.

"Sites è relativamente facile da usare ed è gratis", ha detto Rebecca Wettemann, analista dell'organo di consulenza tecnica Nucleus Research of Wellesley, Massachusetts. "Google sta cambiando il modo di pensare vedere il web in relazione agli affari", ha aggiunto.

Il sito base di Sites non ha invece nessun costo o richiede talvolta una piccola tariffa mensile, mentre per coloro che già erano fruitori di Google App il servizio completo è gratuito.

"L'idea è che IT (i dipartimenti di Information Technology) non faccia niente se non abilitare all'uso del supporto i fruitori del nostro servizio", ha detto Dave Girouard, direttore generale di Google Enterprise.

Wettemann sottolinea tuttavia che la mancanza di assistenza potrebbe causare qualche problema nell'aggiornamento e nell'uso dei siti, nonostante Sites sia molto facile da adoperare. A differenza di Share Point di Microsoft infatti, Sites non ha un centro di supporto tecnico, ma è gestito completamente da coloro che ne fanno uso per lavoro o privatamente.

 
<p>Immagine d'archivio di una pagina di ricerca di Google. REUTERS/Darren Staples (BRITAIN)</p>