14 aprile 2008 / 06:47 / 9 anni fa

Voto - Programmi a confronto su tlc e media

<p>Alcuni schermi piatti in una fiera. REUTERS</p>

(Reuters) - Attualmente è in vigore la legge Gasparri, approvata in via definita al Senato sotto l‘ultimo governo Berlusconi.

La legge fissa limiti antitrust in base al sistema integrato delle comunicazioni (Sic), un nuovo “paniere” di cui fanno parte canone, pubblicità nazionale e locale, sponsorizzazioni, televendite, telepromozioni, promozioni di propri prodotti e servizi, offerte televisive a pagamento, stampa quotidiana e periodica, editoria elettronica su Internet.

Secondo la legge, nessun operatore può conseguire ricavi superiori al 20% delle risorse complessive del Sic e può controllare più del 20% dei programmi tv o radio via frequenze terrestri.

Il tetto antitrust scende al 10% del Sic per gli operativi i cui ricavi superano il 40% di quelli complessivi del mercato.

La legge -- finita poi nel mirino dell‘Ue perché alcune parti sono considerate in contrasto con il diritto comunitario -- è stata “corretta” dal ddl del ministro delle Comunicazioni uscente Paolo Gentiloni, mai approvato dal parlamento sotto il governo di Romano Prodi.

**Tra i punti salienti della Gentiloni: il posticipo del passaggio al digitale per tutta la tv analogica al 2012, il trasloco anticipato sul digitale terrestre di una rete Mediaset e una rete Rai e la fissazione del tetto del 45% della raccolta pubblicitaria per definire una posizione dominante, il cui superamento prevede la riduzione dell‘affollamento pubblicitario.

La legge prevede inoltre l‘inserimento delle telepromozioni nel conteggio dei limiti di affollamento, come da richieste Ue e riduce la torta su cui calcolare i limiti antitrust.

Di seguito le principali iniziative e proposte nei programmi politici in ambito di telecomunicazioni e media da parte dei vari schieramenti in vista delle elezioni del 13 e 14 aprile.

***IL POPOLO DELLE LIBERTÀ del candidato premier Silvio Berlusconi vuole regole europee nel settore dei media: pluralismo e concorrenza, valorizzazione delle produzioni europee, completamento del passaggio alla tecnologia digitale.

Non viene affrontato il tema della Rai, né del conflitto di interessi, ma la legge Gasparri rende possibile la “proprietà incrociata” di quotidiani ed emittenti tv, ma chi possiede più di una rete tv non può avere partecipazioni in case editrici di quotidiani o fondarne di nuove fino al 31 dicembre 2010. Chi possiede quotidiani può invece acquisire da subito emittenti televisive.

Per quanto riguarda il Web, il partito vuole il completamento del processo di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni e diffusione della larga banda su tutto il territorio nazionale; lo sviluppo del piano di riorganizzazione e di digitalizzazione della pubblica amministrazione con obiettivo risparmi nel costo dello Stato, accesso dei cittadini agli uffici pubblici per via telematica; passaggio dall‘archiviazione cartacea a quella digitale

***IL PARTITO DEMOCRATICO del candidato premier Walter Veltroni punta al superamento del duopolio Rai-Mediaset con l‘aumento di capacità trasmissiva garantito dalla tv digitale. In attesa del passaggio al digitale nel 2012, il partito propone un regime di assegnazione delle frequenze ispirato ai principi della normativa e della giurisprudenza della Corte costituzionale, con criteri di proporzionalità, non discriminazione, trasparenza e apertura a nuovi entranti. Si pensa a nuove regole per il governo della Rai, con una Fondazione titolare delle azioni e la nomina di un amministratore unico responsabile della gestione.

Il Pd vuole inoltre destinare una quota del 2% dell‘intero fatturato pubblicitario delle reti tv (circa 100 milioni di euro) al finanziamento di produzioni audiovisive, cinematografiche, teatrali e musicali, che abbiano un valore culturale e artistico.

***LA SINISTRA ARCOBALENO del candidato premier Fausto Bertinotti propone l‘abrogazione della legge Gasparri e l‘approvazione di una legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell‘industria culturale. Ritiene inoltre “assolutamente indispensabile” approvare una vera legge sul conflitto di interessi.

***La lista PER IL BENE COMUNE con candidato premier Stefano Montanari e primo candidato al Senato Fernando Rossi (ex-Pdci) propone una televisione pubblica con ridotta pubblicità e canone dimezzato; massima espansione di Internet accessibile a basso costo; revisione dei finanziamenti pubblici all‘editoria radiotelevisiva e giornalistica; risorse per la Rai da reperire con la tassazione generale, dopo la “moralizzazione” degli attuali incarichi professionali

***L‘UDC del candidato premier Pierferdinando Casini, LA DESTRA del candidato premier Daniela Santanché e le altre liste non hanno affrontato nei loro programmi temi relativi a tlc e media.

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