Powerset presenta motore di ricerca semantico per Wikipedia

lunedì 12 maggio 2008 11:06
 

SAN FRANCISCO (Reuters) - Powerset ha presentato ieri un nuovo motore di ricerca semantico che permette di "interrogare" Wikipedia attraverso frasi colloquiali al posto delle tradizionali parole chiave, segnando il primo passo per lo sviluppo di un motore di ricerca che copra tutto il web come Google.

La tecnologia Powerset codifica il significato di parole e frasi attribuendo ad essi dei concetti. Il servizio -- vedi www.powerset.com/ -- analizza a questo scopo ogni frase e l'intero documento, cercando di capirne le relazioni di significato.

La compagnia di Silicon Valley offre così un modo per fare ricerca tra milioni di elementi presenti nell'enciclopedia libera online, agevolando gli utenti nella ricerca di dettagliate risposte a particolari domande invece che proporre link che richiedono poi una ulteriore ricerca.

Ad esempio, se un utente vuole sapere quante mogli ha avuto re Enrico VIII (sei o due, a seconda di cosa intendiamo per matrimonio), può soddisfare la sua curiosità attraverso il servizio Powerset su tinyurl.com/5qpcr9/.

Powerset, che ha base a San Francisco, sta cercando di cavalcare l'onda e superare l'attuale offerta di servizi che si basano sulla ricerca di parole chiave come Google, Yahoo, Microsoft Corp e Ask.com di IAC InterActiveCorp, anche se al momento la realizzazione di un servizio che comprenda l'intero World Wide Web è ancora lontana. E Wikipedia è per la compagnia un banco di prova per lo sviluppo di questa tecnologia.

Powerset -- hanno rivelato alcuni funzionari della società -- intende in un secondo momento entrare in partnership con altri siti di ricerca di alta qualità dove le informazioni possono essere organizzate in forma di domanda e risposta, come ad esempio documenti finanziari, brevetti, il Factbook Cia o cloni di Wikipedia.

E' prevista anche la vendita di spazi pubblicitari accanto ai servizi web.

Ma perché arrivi sul web un motore di ricerca Powerset delle dimensioni di Google e Yahoo, occorreranno diversi anni, secondo l'analista Greg Sterling.

 
<p>Un uomo al computer. REUTERS/Chris Pizzello</p>