Olimpiadi, media non avvertiti di censura, dice Cio

giovedì 31 luglio 2008 17:25
 

PECHINO (Reuters) - I media internazionali avrebbero dovuto essere informati che l'accesso a Internet in occasione dei Giochi di Pechino non sarebber stato completamente libero. E' quanto ha dichiarato oggi a Reuters il capo del servizio stampa del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Kevan Gosper.

Mentre non si placano le polemiche sulla censura, Gosper ha detto che sia lui che i media internazionali sono stati colti di sorpresa dalla notizia che alcuni siti web politicamente sensibili sono stati bloccati nonostante le tante assicurazioni da parte degli organizzatori di Pechino che la stampa avrebbe potuto lavorare normalmente durante le Olimpiadi.

"E' l'averlo saputo praticamente all'ultimo che penso stia destabilizzando i media internazionali ed è motivo di imbarazzo per me, dato che fino a due giorni fa insistevo che l'accesso sarebbe stato libero e senza censura", ha commentato Gosper.

Gosper ha spiegato che nessuno lo ha informato che alcuni funzionari del Cio avevano discusso con gli organizzatori del Bocog -- il comitato organizzatore -- il blocco di alcuni siti web non direttamente collegati ai Giochi.

"Se io e i media internazionali fossimo stati informati prima di questa intesa... ora non ci troveremmo nell'attuale posizione, colti di sorpresa", ha aggiunto Gosper.

Il Bocog è responsabile per la gestione diretta dei Giochi con il patrocinio del Cio, che dà la linea generale.

Amnesty International ha condannato le restrizioni durante i Giochi bollandole come un elemento che "compromette i diritti umani fondamentali e tradisce i valori olimpici".

Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha detto oggi di sperare in un ripensamento da parte delle autorità cinesi.

"Tutti noi avremmo preferito una maggiore apertura del governo cinese sulla libertà d'informazione e di comunicazione", ha detto il capo della Farnesina in un'intervista al Messaggero.   Continua...

 
<p>Presentatori televisivi del nuovo centro di trasmissioni olimpico di China Central Television (CCTV) a Pechino. REUTERS/Claro Cortes IV</p>