10 settembre 2008 / 20:33 / tra 9 anni

Acceleratore particelle, partito esperimento sul Big Bang

<p>Scienziati nella sala controllo del Cern di Ginevra seguono l'attivit&agrave; dell'acceleratore di particelle. REUTERS/Fabrice Coffrini/Pool</p>

di Robert Evans

GINEVRA (Reuters) - Gli scienziati di tutto il mondo oggi hanno celebrato i primi test con l‘acceleratore di particelle che sperano simulerà il “Big Bang” che ha creato l‘universo.

Gli esperimenti nel Large Hadron Collider, o Lhc, la macchina più grossa e più complessa mai realizzata e costruita sotto terra, potrebbe dare una spinta alla fisica moderna e svelare segreti sull‘universo e le sue origini.

Lo staff nella sala di controllo al confine tra Svizzera e Francia ha applaudito quando il primo fascio di particelle è stato sparato stamani nel tunnel circolare lungo 27 km sigillato ermeticamente.

“Le cose possono andare male in ogni momento”, ha spiegato il capo progetto Lyn Evans. “Ma stamani abbiamo avuto un grande inizio”.

Ci vorranno settimane o mesi prima che due particelle si scontrino insieme nel grande tubo, e ancora di più prima che gli scienziati possano interpretare i risultati, ha aggiunto Jos Engelen, del Cern, il Centro europea per la ricerca nucleare.

Scienziati in pigiama si sono dati appuntamento al Fermi National Accelerator Laboratory di Batavia, in Illinois, in attesa dei primi segnali della macchina da 9 miliardi di dollari.

Il primo blip è arrivato subito dopo l‘accensione della macchina alle 9:30 di stamani, l‘1:30 di notte a Batavia, casa di Tevatron, considerato il più grande acceleratore di particelle fino alla creazione di Lhc.

IL MONDO NON E’ FINITO

Gli scienziati hanno respinto l‘ipotesi che l‘esperimento possa creare un piccolo buco nero in grado di risucchiare il pianeta.

“I timori degli scienziati non avevano niente a che fare con buchi neri ma con problemi tecnici o elettronici”, ha spiegato Jim al-Khalili dell‘Università del Surrey.

“Ora inizia il vero divertimento”, ha aggiunto. “Non importa quello che troveremo, sveleremo i segreti dell‘universo”.

L‘Lhc invierà protoni per il tunnel quasi alla velocità della luce. La speranza è che si scontrino tra loro ed esplodano in un nuovo tipo di particelle, creando in scala il calore e l‘energia del Big Bang che diede origine all‘universo 13,7 miliardi di anni fa.

Con la macchina a pieno regime, ci saranno 600 milioni di collisioni al secondo. I dati saranno trasmessi tramite una rete chiamata The Grid agli scienziati di 170 istituzioni in 33 paesi.

“Una specie di Nazioni Unite virtuale”, ha detto Michael Tuts, professore della Columbia University di New York e manager di 400 scienziati americani al lavoro su un progetto di Lhc.

L‘esperimento potrebbe confermare l‘esistenza di “Higgs Boson”, dallo studioso che per primo la propose nel 1964, o la cosiddetta “particella di Dio”, all‘origine dell‘universo.

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