Corte Ue: aziende non tenute a rivelare nomi utenti file sharing

martedì 29 gennaio 2008 16:56
 

BRUXELLES (Reuters) - I paesi membri dell'Unione europea possono rifiutare di rivelare l'identità di persone contro cui sia stato intentato un processo civile per aver condiviso file protetti da diritti d'autore, secondo quanto stabilito oggi dalla Corte di giustizia europea.

La sentenza, emessa all'interno di un processo fra un'associazione spagnola che difende gli interessi dei detentori di diritti d'autore e la compagnia Telefonica, ha assestato un duro colpo nei confronti di chi combatte la pirateria digitale.

Telefonica si è difesa dicendo che, in base alla legislazione nazionale modellata sulle direttive Ue, è tenuta a rivelare l'identità dei suoi utenti internet solo in caso di cause penali e non per quelle civili.

"Per assicurare un'effettiva protezione del diritto d'autore, la legislazione comunitaria non impone agli stati membri di imporre l'obbligo di rivelare i dati personali nel contesto di un procedimento civile", si legge nella sentenza.

Promusicae avrebbe voluto sapere da Telefonica i nomi degli utenti internet che condividevano materiale protetto da diritti d'autore utilizzando un programma per scambiare i file chiamato KaZaA, in modo da poterli citare in giudizio.

I procedimenti civili sono solitamente meno cari rispetto a quelli penali perché sono richieste meno prove.

Secondo la corte, infatti, la protezione del diritto d'autore "non può compromettere il diritto alla protezione dei dati personali".

 
<p>Ragazzi alle prese con i computer in un Internet cafe a Xichang, in Cina. REUTERS/ Nir Elias</p>