Social network:sempre più accessi dall'ufficio, rete a rischio

giovedì 24 luglio 2008 14:32
 

ROMA (Reuters) - Sono sempre più numerosi gli appassionati di social network che decidono di contattare i propri amici sul web durante le ore di lavoro, mettendo però la rete aziendale a repentaglio perché più esposta al rischio di attacchi di malware e virus.

Da uno studio realizzato da Trend Micro Incorporated - compagnia per la sicurezza dei contenuti Internet - è emerso che sempre più dipendenti dichiarano di visitare i siti di social networking su Internet mentre si trovano collegati alla rete aziendale, aumentando i rischi per la sicurezza dei propri Pc.

"Generalmente basati su tecnologie Web 2.0, i siti di social networking costituiscono gli obiettivi primari delle attività dei cybercriminali e degli autori di malware, i quali ne sfruttano la natura interattiva e la popolarità per lanciare attacchi pericolosi mirati alla ricerca di guadagni illeciti", si legge in una nota di Trend Micro.

Lo studio, condotto su 1600 utenti aziendali di Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Giappone, ha rilevato che la percentuale di coloro che ammettono di visitare i siti di social network durante le ore di lavoro, è aumentata quest'anno rispetto al 2007 - dal 15 al 19%.

Il 45% degli intervistati dichiara poi di aver inviato informazioni aziendali riservate via Webmail, l'applicazione Web 2.0 maggiormente utilizzata - secondo quanto rivela il sondaggio.

La tecnologia del Web 2.0, spiega Trend Micro, viene usata, oltre che dai social networking, anche dai tool di collaborazione, dai siti wiki e dai blog e le minacce a essa legate hanno registrato un picco in termini di volumi arrivando a superare a gennaio 2008 quota 1,5 milioni.

Sono le realtà aziendali di grandi dimensioni in Stati Uniti, Regno Unito e Germania quelle dove si registra un maggior incremento di connessioni ai siti di socializzazione, che attirano maggiormente, dice il sondaggio, i lavoratori costretti a spostarsi piuttosto che quelli che lavorano in ufficio.

 
<p>Una donna al pc in ufficio. REUTERS/Catherine Benson CRB</p>