September 18, 2008 / 2:33 PM / 9 years ago

Funambol "allenerà" imprenditori al salto Italia-Silicon Valley

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<p>Il logo Funambol, dal sito aziendale.Ho</p>

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Aziende e imprenditori italiani decisi a tentare un salto difficile ma non impossibile, dal Belpaese a Silicon Valley, cuore californiano dell'hi-tech mondiale, potranno presto contare su una singolare "palestra" per prepararsi al meglio.

E' quanto promette Fabrizio Capobianco, giovane amministratore delegato di Funambol (www.funambol.com), azienda leader nell'open source wireless nei telefonini, cui consente di ricevere posta elettronica, 75 dipendenti fra quartier generale nella Bay Area di San Francisco e centro di ricerca in Italia.

"Vorrei spingere il nostro modello, primo passo per riuscire a creare una Silicon Valley in Italia. Per questo ho lanciato 'Funambol Gymnasium', palestra per... diventare funamboli. Aiutare cioè aziende italiane a venire a cercare capitali e spazi nel mercato globale proprio a Silicon Valley", dice a Reuters Capobianco, in questi giorni in Italia. Spiegando che "Gym", ospitata nei locali della nuova sede di Funambol, fornirà ad imprenditori dinamici, oltre ai contatti necessari con commercialisti e legali "quei suggerimenti che avrei voluto avere io quando sono arrivato, e che possono far risparmiare anni di fatica" in un ecosistema efficiente e ricco di opportunità ma difficile da affrontare per chi non ne conosce regole e mentalità.

Tra i consigli pratici, dice, il primo nodo da sciogliere è sicuramente quello dei visti con permesso di lavoro, "complicati da ottenere, come per un americano in Italia... ma occorre conoscere bene le regole, perché gli americani sono rigidi e una cosa da non fare qui è quella di violare la legge", spiega.

Per cercare finanziamenti invece, nel presentare un business plan a suo giudizio il principale ostacolo da superare è culturale: bisogna sapere come ragionano gli investitori di Silicon Valley e comportarsi di conseguenza: "Ci sono una serie di regole non scritte da rispettare. Se sbagli, sei immediatamente fuori gioco", avverte.

"Nei business plan italiani vedo in genere una sorta di timidezza, progetti con obbiettivi limitati"... niente di più sbagliato, secondo Capobianco. Perchè se si pensa a un mercato piccolo, e ci si propone in maniera modesta, afferma, gli americani giudicheranno automaticamente modeste anche le aspettative del progetto.

"Bisogna vendere al meglio quel che si ha. E sapere che un venture capitalist investe a forte rischio in dieci società, prevedendo che sei falliranno e solo una farà boom, ripagandoli dell'investimento complessivo... ma per questo, in ogni progetto devono intravedere le potenzialità di un'azienda da un miliardo di fatturato... un mercato piccolo non interessa a nessuno, Google e Yahoo sono il loro modello".

Creativita' Nel Dna Italiano, Anche Nel Software

Capobianco è convinto che la formula di Funambol, "cervelli italiani capitali americani" (25 milioni di dollari di capitale, la metà dei quali giunti di recente da venture capitalist, di cui 5 da un fondo europeo con sede a Helsinki) sia un modello replicabile. Perché in Italia, dice, esiste un'eccellenza delle menti nel software, ingegneri forse anche più bravi che nel resto del mondo.

"Il software è creatività e i nostri talenti non sono da meno rispetto a quelli della moda o del design. Ma mancano capitali e mercato globale, quello che offre appunto Silicon Valley".

Il progetto "Gym", aggiunge, dovrebbe anche facilitare Funambol nel reclutamento di professionisti di eccellenza in un campo, il software open source, che dà onori e oneri, visto che le innovazioni continue si firmano ma sono anche esposte alle critiche di utenti molto esigenti.

L'idea di Capobianco coincide con un momento di particolare fermento del made in Italy a Silicon Valley. Che sta iniziando a "fare sistema", con associazioni imprenditoriali quali Silicon Valley Italian Executive Council e Business America Italy Association. E iniziative come Silicon Valley Study Tour (appena concluso il viaggio 2008 con studenti selezionati alla scoperta dell'imprenditoria italiana nella Bay Area) e "Mind The Bridge" (presentazione 10-11 ottobre Venezia centro Vega, www.mindthebridge.org), concorso per selezionare start up e progetti innovativi italiani da proporre ai venture capitalist di Silicon Valley.

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