Anche produttori del porno in crociata antipirateria sul web

lunedì 14 gennaio 2008 17:15
 

LOS ANGELES (Reuters) - Cosa accomuna Sumner Redstone, uno dei più grandi magnati di Hollywood, a Steve Hirsch, fondatore e presidente della più grande casa produttrice di video porno? Più di quello che il boss di Viacom possa pensare, ha scritto sul suo sito la rivista di spettacolo Hollywood Reporter.

La Vivid Entertainment di Hirsch, nome più importante su un mercato da 12 miliardi di dollari l'anno che è quello dei video per adulti, ha fatto causa il mese scorso a PornoTube, uno dei popolari siti di scambio file video, cugini sporcaccioni di YouTube, nemesi legale di Redstone.

Simile al colosso gestito da Google, PornoTube è diventato destinazione prediletta per chi vuole inserire video porno senza filtri che impediscano di diffondere anche materiale protetto da diritti d'autore.

In altre parole, si legge nella causa intentata, PornoTube "ha costituito deliberatamente e consapevolmente una raccolta di opere in violazione dei diritti ... convogliando un enorme traffico di contatti da Internet, incrementando i suoi affari e guadagnando da questa attività consistenti profitti".

Sembrano quasi le stesse parole di Redstone. La causa di Vivid rispecchia quella intentata da un miliardo di dollari intentata da Viacom contro YouTube lo scorso marzo.

Al centro di entrambe le controversie legali il fatto di stabilire se i siti di video-sharing violino il Digital Millennium Copyright Act nel caso che facciano circolare video senza guadagnare direttamente dalla violazione. Vivid sostiene anche che PornoTube viola la rigida legge sulla pornografia infantile per il fatto di non verificare l'età di quanti compaiono nei suoi video, per quanto una corte d'appello si sia di recente espressa contro questa legge in nome della libertà di espressione.

Vivid ha affiancato Titan Media, editore di prodotti erotici gay che ha fatto causa alla Veoh di Michael Eisner.

Gli acquisti di dvd in genere sono scesi del 3,6% in 2007, ma Hirsch ha detto alla rivista Portfolio di recente che le vendite di dvd si sono dimezzate dal 2004.