Fiat, 2 impianti su 5 a rischio se non competitivi per Usa

venerdì 24 febbraio 2012 13:41
 

MILANO (Reuters) - Il gruppo Fiat ha tutte le carte in regola per essere competitivo anche per il mercato Usa ma, in caso contrario, sarà costretto a chiudere due impianti italiani su cinque.

Lo ha detto l'AD Sergio Marchionne, in un'intervista al Corriere della Sera, confermando che nella situazione attuale l'ipotesi meno probabile per Chrysler è un'Ipo.

"Tutti gli stabilimenti staranno al loro posto", ha detto Marchionne, rispondendo ad una domanda su quanti potrebbero essere gli impianti italiani eccedenti nel caso in cui non funzionassero le esportazioni verso gli Usa. "Abbiamo tutto per riuscire a cogliere l'opportunità di lavorare in modo competitivo anche per gli Stati Uniti ma, se non accadesse, dovremmo ritirarci da 2 siti dei 5 in attività".

L'AD dice che Fiat può investire 7 miliardi di euro nel 2012, senza aumentare il debito ed esclude un aumento di capitale. Il gruppo, in occasione dei risultati, ha fissato il target di debito netto industriale per il 2012 a 5,5-6 miliardi dai 5,5 di fine 2011.

Confermate le attese negative per il mercato europeo: "la domanda di automobili in Europa è destinata a rimanere bassa ancora a lungo. Almeno fino al 2014", ha detto Marchionne.

Per Chrysler, l'AD ha ribadito l'ipotesi di fusione.

"Le ipotesi sono tre: a) un'offerta pubblica delle azioni Chrysler; b) Fiat compra e sale al 100%; c) si fa la fusione Fiat-Chrysler che comporterebbe l'automatica quotazione di Chrysler e diluirebbe sia Veba che Exor".

L'AD aggiunge che, tra queste tre, "la meno probabile è la prima". L'AD ha detto in più occasioni che l'Ipo ora è improbabile a causa delle condizioni dei mercati finanziari.

Fiat ha due opzioni sulla quota Veba in Chrysler, una per comprare tutto il 40% circa del fondo, la seconda per acquistare parte della quota in modo graduale tra il 2012 e il 2016.   Continua...

Sergio Marchionne, AD di Fiat e Chrysler, durante una conferenza stampa a inizio febbraio a Belvidere, Illinois. REUTERS/Frank Polich