Fiat, Corte chiede reintegro operai Melfi, ricorso in Cassazione

giovedì 23 febbraio 2012 18:52
 

ROMA (Reuters) - La Corte d'appello di Potenza ha ordinato a Fiat il reintegro al lavoro dei tre operai dello stabilimento di Melfi licenziati nel luglio 2010 perché, secondo il Lingotto, avevano bloccato un carrello utilizzato da altri operai regolarmente al lavoro durante un corteo interno.

I tre dipendenti di Melfi sono iscritti Fiom, due dei quali delegati del braccio metalmeccanico della Cgil.

Il Lingotto in una nota annuncia che ricorrerà in Cassazione contro la sentenza.

"Seguendo la linea già tenuta nei precedenti gradi di giudizio, la Fiat non intende rilasciare alcun commento sulla sentenza della Corte d'appello di Potenza, contro la quale presenterà ricorso in Cassazione", si legge in un comunicato.

Fiat precisa inoltre "che considera inaccettabili comportamenti come quelli tenuti dai tre lavoratori e che proseguirà le azioni per impedire che simili condotte si ripetano".

GUERRA LEGALE FIAT-FIOM DAL 2010

La Fiom ha fatto il primo ricorso a Fiat per comportamento anti sindacale una settimana dopo il licenziamento ottenendo dal tribunale, il 9 agosto 2010, il reintegro in azienda dei tre operai. L'azienda torinese ha poi presentato ricorso sul merito della decisione del giudice sul provvedimento d'urgenza, ottenendo soddisfazione nel luglio 2011 dal giudice del lavoro del tribunale di Melfi, Amerigo Palma, che si è espresso contro il reintegro.

La Fiom ha fatto ricorso in appello ricevendo oggi parere favorevole dal tribunale.

Fiat non demorde e ricorre in Cassazione.

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