7 aprile 2009 / 05:32 / tra 8 anni

Sisma, 179 morti accertati, nuove scosse

<p>Il recupero di un sopravvissuto, ieri, fra le macerie di una casa crollata all'Aquila. REUTERS/Giampiero Sposito (ITALY DISASTER IMAGE OF THE DAY TOP PICTURE)</p>

di Antonella Cinelli

L‘AQUILA (Reuters) - I soccorritori stanno scavando con le ruspe e a mani nude alla ricerca di sopravvissuti tra le macerie dell‘Aquila e dei paesi della provincia distrutti dal terremoto, mentre la terra trema ancora e la Protezione Civile riferisce che le vittime accertate sono 179 e i dispersi 34.

Quattro persone sono ancora sotto le macerie della Casa dello studente dell‘Aquila, crollata in seguito alla forte scossa registrata nella notte tra domenica e lunedì.

“Ne abbiamo già individuate due, ma non riusciamo ad arrivarci”, ha detto a Reuters Lorenzo Botti, responsabile dei nuclei cinofili di soccorso dei vigili del fuoco, parlando delle quattro persone ancora intrappolate, che i soccorritori continuano a considerare vive.

Attraverso uno squarcio nella facciata del primo piano si intravedono una scrivania, una libreria e uno zaino, mentre tra gli oggetti recuperati e accatastati in un angolo ci sono manuali di diritto penale, psicologia e matematica, quaderni, dei cd e un pupazzo.

I vigili del fuoco e gli altri soccorritori proseguono i lavori nonostante le scosse di assestamento, tre delle quali, piuttosto forti, hanno colpito in tarda mattinata L‘Aquila e i dintorni, facendo cadere diversi calcinacci da edifici pericolanti.

Le due scosse più forti sono state avvertite poco prima delle 11.30, intervallate a distanza di circa cinque minuti. La Protezione civile ha detto che la seconda, sentita anche a Roma, è stata di magnitudo 4.7.

Già durante la notte la terra aveva tremato diverse volte, con scosse che hanno toccato i 4.8 gradi.

VIVA DOPO 23 ORE

Alla due di questa mattina nel centro dell‘Aquila, abbandonato dalla popolazione, è stata estratta viva tra i detriti di una palazzina di quattro piani una studentessa di 24 anni, che era rimasta per una giornata incastrata tra le travi di cemento armato.

“E’ stato un salvataggio molto delicato in mezzo a travi pericolanti... Abbiamo parlato con lei... alla fine ha detto che offrirà il caffé a tutti”, ha detto Aldo Zambardino del soccorso speleologico.

Gli appartamenti dell‘edificio, come molti altri nel centro storico, erano affittati soprattutto a studenti e per tutta la notte genitori e parenti hanno aspettato nella zona degli scavi notizie dei dispersi.

I soccorritori hanno estratto finora circa 100 persone vive dalle macerie, mentre 40 cadaveri devono ancora essere identificati, secondo il bilancio della Protezione civile.

Sono stati contati finora 1.500 feriti, a cui si sommano i ricoverati all‘ospedale dell‘Aquila che sono stati evacuati ieri in altre strutture e in un ospedale da campo, perché il nosocomio del capoluogo dell‘Abruzzo è stato reso inagibile dal sisma.

PROTEZIONE CIVILE: 17.000 SFOLLATI

Ci sono stati momenti di tensione stamani davanti all‘ospedale, come ha riferito un testimone Reuters, tra i parenti dei malati che chiedevano le cartelle cliniche rimaste nella struttura e che lamentavano l‘assenza dei medici responsabili dei reparti.

Le tende per gli sfollati, che stamani la Protezione Civile stima in 17.000 persone -- molte di meno dei 50.000 previsti ieri -- stanno ancora arrivando per dare un riparo a chi ha perso la casa, ma buona parte dei 68.000 abitanti dell‘Aquila ha preferito passare la notte in automobile.

In città sono state allestite cinque tendopoli in campi da calcio e giardini, ma molti sfollati sono stati dirottati verso gli alberghi della costa adriatica.

Gli abitanti si sono svegliati stamani in una giornata fredda, ma soleggiata. Nel campo sportivo chiamato Piazza d‘Armi lunghe file di senzatetto si sono formate davanti alle cucine da campo per ricevere i primi pasti. C‘erano anche le dieci suore di clausura benedettine del monastero di san Basilio, seriamente danneggiato dal sisma.

“No, non ci sono stufe in tenda, ma ci hanno dato tutto quello che hanno potuto”, ha detto suor Giovanna, raccontando della prima notte da sfollata.

DUE TERZI DEGLI EDIFICI DANNEGGIATI

Il sisma, che ha avuto un‘intensità massima tra i 5.8 e i 6.3 gradi, ha colpito l‘Abruzzo poco dopo le 3.30 di ieri, sorprendendo gli abitanti a letto, e ha raso al suolo palazzi, chiese edifici pubblici nel capoluogo della regione, che conta circa 68.000 abitanti, e in altri 25 comuni.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e ha detto che il governo fornirà 30 milioni di euro per l‘assistenza immediata, ai quali si aggiungeranno “importanti” risorse strutturali e centinaia di milioni di euro da un fondo Ue.

All‘Aquila la Protezione civile stima che due terzi degli edifici siano danneggiati. La polizia pattuglia le strade della città e ha arrestato diverse persone per sciacallaggio.

Molti dei paesi medioevali attorno all‘Aquila sono stati distrutti. A Onna, che conta circa 250 abitanti, i morti sono almeno trentotto.

Quello dell‘Abruzzo è stato il peggiore terremoto dal novembre 1980, quando in Irpinia un sisma di magnitudo 6.5 uccise 2.735 persone.

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