Comuni: molti computer e poca efficienza, secondo studio Bocconi

mercoledì 16 gennaio 2008 11:19
 

MILANO (Reuters) - Nei Comuni italiani ci sono abbastanza computer ma i servizi informatici sono ancora molto carenti a causa dell'inefficienza.

Le tecnologie non mancano, gli uffici sono cablati, ma i servizi offerti online sono ancora poveri e i sistemi sono poco integrati: lo afferma un documento dell'Ocap, Osservatorio sul cambiamento delle amministrazioni pubbliche della Sda Bocconi, i cui risultati sono stati diffusi oggi.

Nel 60% dei Comuni con più di 40.000 abitanti il rapporto tra computer e dipendenti è ormai di uno a uno, il 66,4% ha un sito internet da almeno cinque anni e praticamente in tutti i casi (98,4%) almeno l'edificio principale è cablato, dice il rapporto dell'Università Bocconi.

Non è perciò la dotazione tecnologica il problema che impedisce agli enti locali italiani di sfruttare tutte le potenzialità della rivoluzione informatica, scrivono Maria Cucciniello e Greta Nasi, curatori della ricerca.

"I veri problemi stanno in un backoffice frammentato, che si riflette in una scarsa integrazione dei processi e in una limitata offerta di servizi on line ai cittadini", dice lo studio.

Secondo il quale, a fronte di una domanda sempre più vivace (secondo dati Istat riferiti al 2006 il 46,1% degli italiani utilizza il computer, e metà di questi tutti i giorni, anche se con una certa disomogeneità territoriale), quello che i Comuni - tutti dotati di un sito internet - riescono ad offrire ai cittadini è soprattutto informazione (96%) e interattività limitata, nella forma di possibilità di invio di mail o presenza di forum (89%), mentre sono ancora rari i servizi che consentono di concludere transazioni (21%).

Gestione della contabilità (100%), anagrafe (100%) e gestione delle paghe (98,5%) sono le procedure più spesso informatizzate, anche se non necessariamente con un collegamento al sito internet del comune. In troppi casi i vari applicativi non sono inoltre in grado di comunicare tra di loro, anche se il 70% dei comuni dichiara una qualche forma di integrazione, almeno tra alcuni software.

"A dichiarare di utilizzare internet per svolgere pratiche con la pubblica amministrazione è il 19,5% dei navigatori abituali, con una forte popolarità per servizi come il pagamento delle tasse, la ricerca di lavoro tramite agenzia di collocamento, l'accesso alle biblioteche pubbliche e l'iscrizione a scuole o università", dice ancora lo studio.

Tra i motivi del non utilizzo spicca la preferenza per il contatto di persona, che si traduce in una scarsa disponibilità a usare lo strumento per pratiche relativamente delicate come la concessione di licenze edilizie o i servizi di sicurezza sociale.  Continua...

 
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