Intercettazioni, Murdoch cede a richiesta Gb, indagini in Usa

venerdì 15 luglio 2011 08:36
 

LONDRA, 15 luglio (Reuters) - Rupert Murdoch e il figlio James hanno ceduto alla pressione accettando di rispondere alle domande del Parlamento britannico sullo scandalo intercettazioni che ruota intorno a uno dei loro giornali, e il ministro della Giustizia americano ha detto che negli Stati Uniti è in corso un'inchiesta analoga.

"Ci sono stati membri del Congresso negli Stati Uniti che hanno chiesto di indagare su di loro per le stesse accuse e stiamo procedendo al riguardo utilizzando le agenzie federali adeguate", ha detto il ministro della Giustizia Eric Holder ai giornalisti in una conferenza a Sydney.

Il Federal Bureau of Investigation ha detto di stare indagando sulle accuse secondo cui News Corp (NWSA.O: Quotazione) avrebbe cercato di intercettare i telefoni delle vittime dell'11 settembre.

Lo scandalo intercettazioni ha costretto Murdoch a chiudere il tabloid britannico News of the World, e a rinunciare a un accordo da 12 miliardi di dollari per rilevare BSkyB BSY.L.

Murdoch e il figlio James - 38 anni, considerato il suo erede designato - inizialmente avevano detto che non avrebbero affrontato la commissione media del Parlamento britannico sul caso intercettazioni. Hanno cambiato idea ieri, dopo che il primo ministro David Cameron ha detto che dovrebbero presentarsi.

Il ministro del Commercio britannico Vince Cable ha detto alla radio Bbc, a proposito del repentino cambiamento di posizione di molti politici che condannano i Murdoch: "E' un po' come la fine di una dittatura, quando tutti improvvisamente scoprono di essere stati contro il dittatore".

Anche Rebekah Brooks, a capo del settore giornali britannici dell'impero Murdoch, News International, ha accettato di essere sentita dalla commissione. Era amica di Cameron, che si è unito al coro di chi ne chiede le dimissioni.

Un importante azionista di News Corp ha detto che Brooks dovrebbe andarsene in seguito allo scandalo intercettazioni: "Di sicuro deve andarsene, potete scommetterci", ha detto al programma Newsnight della Bbc il miliardario principe saudita Alwaleed bin Talal, la cui Kingdom Holding (4280.SE: Quotazione) è il secondo maggiore azionista di News Corp controllando il 7% dei voti.