PUNTO 1-Parmalat, pm Milano chiede sanzioni e confische a banche

lunedì 17 gennaio 2011 12:45
 

(aggiunge richieste per funzionari, commento Citi, dettagli)

MILANO, 17 gennaio (Reuters) - La procura di Milano, al termine della requisitoria del processo per aggiotaggio nel crack Parmalat (PLT.MI: Quotazione) a carico di quattro banche straniere, ha chiesto oggi la condanna degli istituti di credito a una sanzione di 900.000 euro ciascuna e alla confisca dei profitti ritenuti illeciti.

In particolare il pm Eugenio Fusco, oltre alla sanzione, ha chiesto che vengano confiscati 14 milioni di euro a Deutsche Bank (DBKGn.DE: Quotazione), 70 milioni di euro a Citigroup (C.N: Quotazione), 30 milioni e 705.000 euro a Bank of America (BAC.N: Quotazione) e 5,9 milioni di euro a Morgan Stanley (MS.N: Quotazione).

La procura ha inoltre chiesto la condanna a un anno e un anno e quattro mesi rispettivamente per Paolo Basso e Carlo Pagliani, funzionari di Morgan Stanley imputati. Anche per i due funzionari di Deutsche Tommaso Zibordi e Marco Pracca sono stati chiesti rispettivamente un anno e un anno e quattro mesi. Un anno e quattro mesi è anche la richiesta per il funzionario di Citigroup, Paolo Botta, mentre per il funzionario di Credit Suisse First Boston, Giaime Cardi, è stato chiesto il riconoscimento della prescrizione del reato.

Per tutti coloro per i quali è stata chiesta la condanna sono state chieste le attenuanti generiche.

"Ci troviamo di fronte a reati che hanno consentito alle banche di ottenere un profitto conseguenza diretta del reato. Hanno aiutato Parmalat a comunicare al mercato notizie false", ha detto oggi Fusco spiegando che le banche non hanno predisposto modelli organizzativi per prevenire la commissione dei reati da parte dei loro dipendenti.

Gli istituti di credito sono stati processati per la responsabilità amministrativa nei confronti delle condotte illecite dei propri funzionari per effetto della legge 231.

Commentando le richieste dei magistrati, Citi ha parlato di accuse infondate definendosi parte offesa.

"Citi ribadisce la propria convinzione che le accuse prospettate siano totalmente infondate ed è convinta che la discussione dimostrerà la totale estraneità di Citi ai fatti contestati e che Citi fu parte offesa della più grave bancarotta fraudolenta della storia italiana", si legge in una nota diffusa dall'istituto.

Nel corso delle prossime udienza parleranno le difese.