Coin, sei manifestazioni d'interesse per quota controllo

giovedì 16 dicembre 2010 19:23
 

MILANO, 16 dicembre (Reuters) - Le manifestazioni d'interesse per l'acquisizione della quota di controllo di Coin GCN.MI sono sei.

E' quanto riferiscono diverse fonti vicine al dossier.

Per stasera era fissato il termine per l'invio delle offerte non vincolanti. Sui tavoli di Ubs e Mediobanca, adviser di Pai Partners, che controlla, attraverso Financière Tintoretto, il 69,304% del capitale, sono giunte le proposte di Bc Partners, Carlyle, Cvc Capital e Tpg. Gli altri due offerenti dovrebbero essere Investingindustrial e Bain.

Apax e Cinven, che sino a ieri venivano indicate come molto interessate alla società guidata da Stefano Beraldo, dicono le fonti, hanno inviato lettere di rinuncia. Anche Clessidra - che, per bocca di Claudio Sposito, aveva dichiarato di guardare al dossier - ha fatto un passo indietro.

Permira si era defilata da tempo. Altri nomi che sono stati fatti nelle settimane scorse dalla stampa, Advent e Bridgepoint, in realtà non sono mai stati effettivamente in corsa.

PREZZO NODO PER INTERESSATI

Il dossier, riferisce una della fonti, "è particolarmente delicato".

Il nodo che ha spinto alcuni colossi dei buyout a tirarsi indietro, pur apprezzando l'asset e il management, è la richiesta di prezzo avanzata da Pai: l'azionista di controllo di Coin, infatti, punterebbe ad un enterprise value di 1,6 miliardi. I potenziali compratori, però, avrebbero presentato offerte inferiori alle attese di Pai.

E' stato particolarmente laborioso allestire lo staple financing, ovvero le linee di credito destinate all'acquirente, tanto che la scadenza per la presentazione delle manifestazioni d'interesse, inizialmente prevista per la prima settimana di novembre, è slittata ad oggi.

Il finanziamento, dicono le fonti, ammonta a 850 milioni. E ciò significa che il compratore deve accollarsi, sulla base della valutazione di Pai, un esborso di 750 milioni di equity.

Una delle fonti dice che le offerte vincolanti sono attese "tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio", quando ci sarà un quadro chiaro dell'andamento dei conti nel 2010 e delle vendite del periodo natalizio.