Saras, procura chiude indagine su presunta quotazione gonfiata

martedì 22 giugno 2010 12:46
 

MILANO, 22 giugno (Reuters) - Al tribunale di Milano la procura della Repubblica sta inviando la notifica di chiusura indagini a nove banchieri indagati nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pm Luigi Orsi sulla quotazione della Saras (SRS.MI: Quotazione), gruppo petrolifero della famiglia Moratti, in cui il pm ipotizza che l'ingresso in Borsa nel maggio 2006 sia avvenuto a prezzi "gonfiati". Lo hanno riferito fonti giudiziarie.

Nell"indagine sono indagati per i reati di falso in prospetto informativo e aggiotaggio nove banchieri provenienti dai tre istituti coinvolti nella quotazione, e cioè Morgan Stanley (MS.N: Quotazione) , Jp Morgan (JPM.N: Quotazione) e Caboto (ISP.MI: Quotazione) (Banca Intesa, ora assorbita in Intesa Sanpaolo). Tra loro i numeri uno in Italia di Jp Morgan, Federico Imbert, e di Morgan Stanley, Galeazzo Pecori Giraldi.

La procura contesta ai banchieri d'aver quotato a 6 euro azioni che stimavano invece fra i 4 e i 5 euro. Nell'invito a comparire inviato ai manager, la procura aveva sostenuto che i banchieri avrebbero operato per far ottenere ingenti profitti alla Saras di Gian Marco e Massimo Moratti - che non sono indagati - e alle tre banche d'affari.

Al momento della quotazione, i risparmiatori sottoscrissero a 6 euro ciascuna azioni Saras che all'esordio persero oltre l'11% arrivando poi sotto i 2 euro. Da quella quotazione guadagnarono invece i proprietari, che incassarono 1,71 miliardi su un controvalore complessivo di 2,07 miliardi dell'operazione, e le banche che accompagnarono Saras in Borsa, che in commissioni ottennero quasi 40 milioni di euro.