Appello Parmalat, giudici Milano in camera di consiglio

mercoledì 26 maggio 2010 10:44
 

MILANO, 26 maggio (Reuters) - I giudici della Corte d'Appello di Milano sono entrati in camera di consiglio attorno alle 10 e un quarto per emettere la sentenza di secondo grado nel processo per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza nell'ambito del crack Parmalat (PLT.MI: Quotazione), il cui principale imputato è l'ex patron Calisto Tanzi.

Il verdetto è atteso nel pomeriggio di oggi, secondo quanto riferito da fonti legali e giudiziarie.

Tanzi in primo grado era stato condannato a 10 anni di reclusione. La procura generale ha chiesto un inasprimento della pena a 11 anni e un mese.

L'accusa ha anche chiesto pene fra i tre e i cinque anni per gli altri sei imputati, tutti assolti in primo grado e tra cui figurano tre ex funzionari di Bank of America (BAC.N: Quotazione) .

In particolare, per i tre ex funzionari dell'istituto di credito Luca Sala, Antonio Luzi e Luis Moncada il pg ha chiesto la condanna rispettivamente a cinque anni, tre anni e tre anni e sei mesi.

Per gli altri tre imputati nel processo -- l'ex manager del gruppo Giovanni Bonici e i due membri indipendenti del cda di Parmalat Paolo Sciumé e Luciano Silingardi -- sono state invece richieste condanne rispettivamente a tre anni e sei mesi, tre anni, quattro anni.

Alla fine del 2003 Parmalat è crollata sotto il peso di un buco da oltre 14 miliardi di euro, trascinando nel baratro oltre 100.000 risparmiatori in Italia e all'estero che avevano sottoscritto obbligazioni del gruppo. Al centro del procedimento milanese non c'è la bancarotta -- per cui è in corso il processo a Parma -- me le operazioni, le attività e le informazioni che secondo la ricostruzione dell'accusa ingannarono il mercato e gli organi di vigilanza sulla reale situazione del gruppo.