PUNTO2- Derivati, banche chiedono di sentire sindaci di Milano

mercoledì 19 maggio 2010 14:23
 

(aggiorna con chiusura e richieste avvocati, cambia titolo)

MILANO, 19 maggio (Reuters) - All'udienza odierna al processo in corso al tribunale di Milano per la vicenda dei derivati, che è stata aggiornata al 9 giugno, le banche coinvolte hanno chiesto di sentire anche il sindaco attuale Letizia Moratti e l'ex Gabriele Albertini.

"Con questa citazione diamo una dimostrazione di trasparenza. I sindaci devono venire a spiegare come e perchè sono avvenute le cose", ha detto l'avvocato di Ubs UBSN.VX Fabio Cagnola.

Il giudice Oscar Magi si è riservato di decidere sulla richiesta dei difensori degli imputati di estromettere dalle parti civili le associazioni dei consumatori e il Comune di Milano, a loro giudizio privi dei requisiti. "Questo processo ha l'obiettivo di accertare i fatti e la verità. Se gli si attribuiscono valenze che il dibattimento non ha, si sconfina in un territorio molto pericoloso, questo non è un processo pilota", aveva detto il legale di Deutsche Bank (DBKGn.DE: Quotazione) Guido Alleva.

Il pm ha sostenuto invece che il Comune deve essere ammesso, mentre per quanto riguarda le associazioni si è rimesso al parere del giudice.

Il processo vede imputate quattro banche estere e 13 persone per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano.

A margine del processo, il pm Alfredo Robledo ha sottolineato la gravità della situazione italiana in tema di derivati.

"L'Italia è più a rischio che la Grecia, soprattutto per quanto riguarda i contratti derivati. In Italia c'è un problema enorme e concreto perché ci sono tantissime bolle che stanno in capo a comuni, province e regioni che prima o poi scoppieranno ma nessuno sa cosa succederà in quel momento", ha detto Robledo.

La vicenda ha preso il via nel 2008 quando il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Marino aveva depositato alla procura un esposto sulle operazioni in strumenti derivati effettuate dal Comune, in cui si chiedeva l'applicazione del reato di truffa a carico di Jp Morgan (JPM.N: Quotazione), della filiale londinese di Ubs, di quella di Dublino di Depfa Bank e di Deutsche Bank.