Davos, banchieri discutono ma nessun risultato concreto

sabato 30 gennaio 2010 15:46
 

di Dominic Evans e Lisa Jucca

DAVOS, Svizzera, 30 gennaio (Reuters) - Banchieri e policymaker hanno trovato alcuni punti d'intesa oggi, dopo mesi di recriminazioni sulla crisi finanziaria, ma alcuni hanno espresso frustrazione per la lentezza con cui procedono le riforme bancarie.

Un incontro informale a porte chiuse tra una decina di protagonisti della finanza e funzionari di governo, svoltosi a margine del World Economic Forum, ha visto poche proposte concrete sul tavolo, sebbene, a detta dei partecipanti, dei passi avanti siano stati fatti.

"Ogni volta che i rappresentati del settore privato o di quello pubblico di diversi Paesi raggiungono un livello di intesa maggiore, penso che sia effettivamente qualcosa di valido", ha detto il consigliere economico Usa a Davos, Larry Summers, al termine del meeting durato due ore.

Altri partecipanti, tuttavia, hanno espresso delusione per il livello di cambiamento. La Gran Bretagna ha detto che le banche, i legislatori e i regolatori dovrebbero muoversi rapidamente sui punti concordati, inclusa la necessità di aumentare i requisiti di capitale e gli strumenti che consentono la chiusura rapida di una banca fallita.

"Quel che è cambiato qui è l'accettazione da parte delle banche che occorrono dei cambiamenti e che devono farli rapidamente", ha detto il ministro delle Finanze britannico Alistair Darling in un'intervista.

"Si sono mossi da una posizione di risentimento per un'interferenza pubblica a quella di accettare la necessità di rimettere ordine in casa".

Darling ha avvisato del rischio di veder sfumare l'occasione per una riforma e di perdere "una grande opportunità per il ritorno alla crescita".

Il numero uno del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ha convenuto: "Ci sono voluti 12 anni per costruire (le regole di) Basilea, ma oggi non abbiamo 12 anni per costruire una riforma finanziaria. Dobbiamo sbrigarci".

Mario Draghi, presidente del Financial Stability Board, ha detto in un'intervista a Reuters che tra le proposte dibattute vi è quella di un'agenzia che gestisca il fallimento delle banche "in modo ordinato".

I banchieri hanno detto però che l'istituzione di un fondo che consenta al sistema di assorbire il fallimento di una banca non è stato al centro dei colloqui e che non è stato raggiunto alcun accordo sull'argomento.