August 19, 2009 / 12:39 PM / 8 years ago

Carte di credito, picco casi morosità negli Usa atteso in 2009

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NEW YORK, 19 agosto (Reuters) - I casi di morosità sulle carte di credito, aumentati in questi ultimi mesi e che molti analisti temono possano diventare per le banche un problema serio quanto i mutui, potrebbero raggiungere il picco quest'anno, prima del previsto.

I dati migliori delle attese sul tasso di insolvenza nel mese di luglio diffusi ieri dai principali istituti finanziari del settore, hanno rafforzato le previsioni prudentemente ottimistiche che il peggio passerà presto.

Al contrario di chi pensa che il settore, martoriato dalle perdite, non riuscirà a riprendersi fino al 2011, sempre più investitori scommettono in una ripresa dal prossimo anno.

Il tasso medio di charge-off - i prestiti che gli enti emettitori delle carte prevedono che non saranno più rimborsati - nel mese di luglio è sceso per la prima volta in nove mesi, secondo Richard Shane, analista di Jefferies.

Rispetto alle previsioni negative di molti analisti, il miglioramento è stato più ampio del previsto, e anche Bank of America (BAC.N) - tra gli istituti più in difficoltà nel settore - ha riportato il primo calo dei casi di morosità in quasi un anno.

Inoltre, i casi di ritardo nei pagamenti (delinquency) - indicatori di futuri casi di insolvenza - si sono ridotti proprio nel periodo dell'anno in cui in genere aumentano, il che potrebbe indicare che il tasso di charge-off potrebbe calare ulteriormente nei prossimi mesi.

"Siamo cautamente ottimisti che (il picco nelle perdite sul credito) si verificherà quest'anno. Le tendenze che abbiamo registrato sembrano indicarlo", spiega Sanjay Sakhrani, analista di KBW. "Si è registrato un calo su base settimanale delle richieste di sussidi alla disoccupazione, e ciò è costruttivo".

American Express (AXP.N) - che all'inizio del mese aveva contribuito a rafforzare la fiducia negli enti che emettono carte di credito riportando un rapido calo dei casi di insolvenza - , ha reso noto che a luglio i ritardi nei pagamenti sono diminuiti per il quinto mese di seguito. Anche JPMorgan Chase (JPM.N) ha registrato il terzo calo consecutivo dei ritardi nei pagamenti.

"Mentre i ritardi sono andati peggio di quanto ci si aspettava nei primi quattro mesi dell'anno, maggio, giugno e luglio sono stati migliori", spiega Jason Goldberg, analista di Barclays Capital.

Il cambiamento di tendenza, considerato da alcuni analisti come il segno di un punto di svolta, ha rafforzato l'idea che i prestiti insolventi toccheranno il fondo per poi riprendersi prima del previsto.

I casi di morosità su carte di credito in genere vanno di pari passo con il tasso di disoccupazione, che dovrebbe toccare il picco del 10% entro la fine dell'anno. A luglio era al 9,4%.

Mentre stime iniziali indicano che il tasso di charge-off possa raggiungere un valore medio compreso tra il 12% e il 14%, alcuni analisti ora prevedono che si attesterà tra l'11% e il 12%.

Bank of America è già ben al di sopra di tale livello, con un tasso di charge-off del 13,81% a luglio, ma la maggior parte dei suoi rivali registrano un tasso tra il 9% e il 10%.

I dati di luglio hanno interrotto una serie negativa record di dati di insolvenza mensili. Il tasso medio dei casi di morosità è salito al 10,76% in giugno, secondo il Servizio Investitori dell'agenzia di rating Moody's.

Anche se il settore si lascerà alle spalle le perdite record, dovrà però affrontare la più grande revisione dei regolamenti da almeno vent'anni: la nuova legislazione, che entrerà in vigore a febbraio, limita i tassi di interesse e le spese, e si prevede che avrà un impatto sui ricavi del settore.

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