PUNTO 3-Chrysler ferma impianti, invita corte a dare ok a piano

venerdì 1 maggio 2009 18:22
 

(riscrive con dettagli)

NEW YORK, 1 maggio (Reuters) - Chrysler oggi ha chiuso i propri impianti di produzione e ha detto che la sua sopravvivenza dipende da una rapida approvazione da parte del tribunale del suo piano di ristrutturazione e dalla conseguente ripresa delle sue operazioni.

La casa automobilistica ha depositato ieri la richiesta di bancarotta controllata a New York e ha svelato il suo piano di riorganizzazione che metterà gli asset principali di Chrysler in una società di proprietà dei suoi lavoratori, di Fiat FIA.MI e dei governi Usa e canadese.

Il piano è però duramente contestato da una ventina di creditori della società, che ieri sera hanno annunciato di volersi opporre alla transazione.

Corinne Ball, avvocato di Jones Day che rappresenta Chrysler, ha detto durante la prima udienza in tribunale che la casa d'auto ha fermato i suoi impianti.

La società è consapevole che gli esperti ritengono che il gruppo non possa sopravvivere alla bancarotta , ma Chrysler può e deve, ha aggiunto il legale.

"Abbiamo bisogno di andare avanti. Abbiamo bisogno di proteggere il nostro valore e di tenere al sicuro i nostri clienti", ha detto Ball, aggiungendo che senza l'accordo, la chiusura minaccia i lavoratori e i fornitori.

"Abbiamo chiuso tutti i nostri impianti e i nostri lavoratori e fornitori ci stanno aspettando per ricominciare", ha sottolineato.

La società -- da quanto emerge dai documenti depositati in tribunale -- ha negli Stati Uniti 38.500 dipendenti, 23 impianti e 3.200 rivenditori che impiegano 140.000 persone.

"I rivenditori appoggiano pienamente gli sforzi per la creazione di una Chrysler forte e competitiva", ha detto durante l'udienza Michael Bernstein, avvocato della Arnold&Porter, che rappresenta i concessionari.

Il giudice -- prima di sospendere l'udienza -- ha approvato la richiesta della società di continuare a pagare lo stipendio e gli incentivi ai dipendenti oltre a soddisfare gli impegni con clienti e concessionari. Le altre mozioni saranno discusse lunedì mattina.