Ocse e Svizzera ai ferri corti per lista paradisi fiscali

venerdì 10 aprile 2009 14:01
 

PARIGI, 10 Aprile (Reuters) - L'Organizzazione per la Cooperazione Economia e per lo Sviluppo Economico ha reso noto oggi di aver accolto con rammarico la decisione della Svizzera di porre il veto su una parte dei fondi Ocse, in una disputa sopra la segretezza svizzera di attività bancarie.

I leader mondiali hanno convenuto la scorsa settimana, durante il G20, di intervenire pesantemente contro l'evasione fiscale e hanno chiesto all'Ocse di stilare una lista di paradisi fiscali.

La Svizzera faceva parte di questa lista, che comprendeva i paesi che devono ancora raggiungere gli standard internazionali per quanto riguarda la trasparenza delle informazioni bancarie.

"L'Ocse ha agito in buona fede", ha scritto il capo dell'organizzazione Angel Gurria in una lettera al presidente svizzero Hans-Rudolf Merz, una copia della quale è stata consegnata ai giornalisti.

"Come ben si sa, la Svizzera non ha ancora sottoscritto un solo accordo sullo scambio di informazioni bancarie che possa farla rientrare negli standard Ocse", ha scritto Gurria nella lettera.

Il veto svizzero riguarda la cifra di 179 mila euro, destinata all'Ocse a margine del G20. I fondi dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico hanno bisogno dell'approvazione di tutti e 30 i suoi membri, i quali rappresentano tutte le economie più importanti del mondo.

La Svizzera, sotto crescenti pressioni internazionali, ha comunque manifestato l'intenzione di conformare il proprio segreto bancario agli standard Ocse.