Derivati,"avvisi" a funzionari banche,ex dirigenti Comune Milano

giovedì 22 gennaio 2009 13:46
 

MILANO, 22 gennaio (Reuters) - La Guardia di Finanza e i carabinieri di Milano hanno notificato oggi nove avvisi di garanzia con contestuale invito a comparire a sette funzionari di quattro banche e due ex dirigenti del Comune di Milano, emessi dalla procura nell'inchiesta sui derivati con l'ipotesi di reato di truffa aggravata.

Lo si legge in un comunicato emesso dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano, mentre fonti giudiziarie precisano che i sette funzionari fanno capo a Deutsche Bank (DBKGn.DE: Quotazione), Ubs UBSN.VX, Jp Morgan (JPM.N: Quotazione) e Depfa Bank [DEPF.UL] e per quel che riguarda i due amministratori si tratta del direttore generale della giunta Albertini Giorgio Porta e del membro del comitato tecnico, all'epoca della stessa giunta, Mario Mauri.

Non è stato possibile al momento ottenere una dichiarazione dalla banche coinvolte e dagli indagati.

Secondo l'ipotesi dell'accusa, le banche, con le presunte condotte illecite nell'ambito dell'emissione obbligazionaria per la ristrutturazione del debito comunale, avrebbero guadagnato a danno delle casse del Comune una cifra superiore ai 96 milioni di euro.

La Gdf scrive nella sua nota che la truffa sarebbe stata attuata attraverso "una falsa certificazione della sussistenza delle condizioni di convenienza economica per l'ente territoriale... in luogo della rinegoziazione dei mutui contratti in precedenza".

"Nella contrattazione con il Comune di Milano, infatti, - si legge - non sarebbero stati presi in considerazione, dagli istituti di credito coinvolti, nel calcolo della riduzione delle passività totali: l'esistenza di un precedente contratto derivato; il profitto delle controparti bancarie (in tal modo le passività del Comune si sarebbero espanse in modo da escludere la convenienza economica dell'operazione)".

Altra condizione posta in essere per concretizzare la presunta truffa, secondo le Fiamme Gialle è stata "la mancata tutela, garantita all'ente pubblico dalla normativa inglese vigente che regola tale tipo di contratto (stipulato a Londra) della qualificazione di 'intermediate customer' ad esso spettante e quindi violando le protezioni di trasparenza assicurate dai principi del Financial Services Authority Handbook a tale tipologia di clienti".

Gli investigatori scrivono poi che dalla documentazione raccolta (anche a seguito di alcune perquisizioni effettuate a Milano e Roma nelle sedi nazionali delle banche) risulta che le banche avrebbero "attestato falsamente immediati vantaggi per il Comune derivanti da una riduzione di costi per diverse decine di migliaia di euro, in realtà pari all'illecito profitto ottenuto dagli istituti di credito, mantenuto occulto nei confronti dell'ente pubblico".

La Guardia di Finanza conclude che le banche "a seguito delle condotte illecite poste in essere nelle diverse operazioni per la ristrutturazione del debito del Comune di Milano, dal giugno 2005 all'ottobre 2007, avrebbero guadagnato complessivamente un importo superiore ai 96 milioni di euro con pari decremento patrimoniale del Comune di Milano".