ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper gennaio 2009

venerdì 30 gennaio 2009 15:00
 

MILANO, 30 gennaio (Reuters) - Con il persistere dell'incertezza macroconomica e delle tensioni sui bancari, i gestori in Italia iniziano il 2009 con un'ulteriore limatura delle azioni in portafoglio, preferendo utilizzare la liquidità per arrotondare sul reddito fisso.

Cautela confermata anche nell'allocazione settoriale, che privilegia settori considerati difensivi come i farmaceutici e telefonici, sottopesando gli industriali e non facendo aperture di credito ai bancari.

Nell'ottica di approfittare di eventuali rimbalzi, l'equity continua però a restare sul radar delle gestioni nel breve periodo, secondo quanto emerge dal sondaggio Reuters-Lipper condotto fra nove primari asset management attivi in Italia.

In un contesto che vede i gestori prevalentemente neutrali sulle borse, a gennaio il peso dell'azionario è stato ritoccato in media al 48,44% dal 48,84%, quello delle obbligazioni al 42,73% dal 42,08% e la liquidità a 8,16% da 8,41%.

Invariate le statistiche di mediana con le azioni che continuano a pesare il 50%, i bond il 45% e il cash l'8%.

"Nell'ultimo comitato investimenti abbiamo assunto un atteggiamento neutrale sulle borse, una visione di compromesso fra la considerazione che le valutazioni sono su livelli interessanti e un 'mood' che resta ancora fortemente negativo", spiega Marco Bonifacio, gestore di Zenit sgr.

Il MSCI World .MIWD00000PUS - benchmark mondiale delle borse - ha lasciato sul terreno quasi il 7% in gennaio dopo aver perso il 43,5% nel 2008.

Con un'orizzonte a tre mesi la maggior parte dei partecipanti al sondaggio conta tuttavia di aumentare l'esposizione all'Eurozona, mentre spuntano due pessimisti sulla borsa di Wall Street. Attualmente, tuttavia, più della metà del campione è neutrale sulle borse di Eurolandia, mentre quattro su nove sovrappesano la borsa americana e quella giapponese. "Negli ultimi mesi abbiamo lasciato difensivo il portafoglio", ha detto Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole AM sgr. "Sull'azionario siamo leggermente sottopesati sull'area europea e asiatica mentre sugli Usa siamo neutrali o in leggero sovrappeso: nell'immediato sull'azionario non vediamo ancora i driver che possano ricostruire un trend di lungo".

Lo strategist preferisce giocarsi il rischio nel credito alla luce dei più attraenti rendimenti aggiustati per il rischio. Una strategia molto in voga al momento, dato il differenziale di rendimento con i titoli di stato: nel sondaggio le emissioni societarie raccolgono il favore di cinque gestori su nove mentre si conferma il sottopeso dei T-Bond e la neutralità sui titoli di stato della zona euro.   Continua...