ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper ottobre 2008

venerdì 31 ottobre 2008 15:03
 

MILANO, 31 ottobre (Reuters) - Con l'azionario in media a rappresentare un po' meno di metà degli asset, la liquidità continua a pesare per circa l'11% nei portafogli dei gestori in questo ottobre ancora caratterizzato da elevatissima volatilità sui mercati, nonostante gli interventi dei governi del mondo per contenere gli effetti della crisi finanziaria.

Il sondaggio Reuters Lipper tra otto primari asset manager, che in Italia rappresentano circa metà del mercato, evidenzia una chiara tendenza a sottopesare il reddito fisso, soprattutto americano e giapponese. Sull'esposizione alle borse i gestori procedono invece in ordine sparso, mostrando fiducia per Tokyo. "La nostra allocazione è essenzialmente neutrale perchè sia azionario che obbligazionario sono volatili", ha detto Alessandro De Carli di Eurizon Capital sgr (ISP.MI: Quotazione).

Scendendo nel dettaglio, la leader italiana preferisce le scadenze brevi su entrambe le sponde dell'Atlantico "perchè ci aspettiamo una riduzione dei tassi. Sulla parte lunga siamo neutrali per l'elevata volatilità, con l'eccezione dei titoli della Gran Bretagna", spiega il fund manager.

"Questo mese abbiamo fatto meno treasury e più bond area euro coperti sul cambio: pensavamo che sul mercato americano con il Tarp pesasse la paura di nuove emissioni", dicono da Pioneer Investments (CRDI.MI: Quotazione), che ha aumentato parallelamente la duration sull'obbligazionario area euro, dato che si attende maggiori difficoltà di ripresa in Eurolandia.

Se Pioneer resta sovrappesata sull'azionario - soprattutto Wall Street e borsa di Tokyo - Eurizon (cui fanno capo quasi un quarto degli AUM dei fondi italiani) rifugge da scommesse aggressive nel breve e preferisce gli Usa ai mercati emergenti.

La controffensiva delle autorità mondiali, partita con la decisione delle maggiori banche centrali di ridurre il costo del denaro di mezzo punto l'8 ottobre, è proseguita con le misure adottate a livello nazionale dai singoli paesi a sostegno del settore creditizio.

Ma sgombrato il campo dal rischio di un collasso del sistema bancario, la fragilità della congiuntura è tornata prepotentemente alla ribalta quando hanno iniziato a vacillare i mercati emergenti. I timori di recessione hanno così affossato nuovamente le piazze finanziarie mondiali a nuovi minimi prima di riprendersi in coda al mese.

Le borse globali .MIWD00000PUS sono scese al livello più basso dell'anno il 28 ottobre, zavorrate dalla correzione dei listini azionari dei paesi emergenti .MSCIEF, scesi ai minimi del 2008 il giorno successivo.

L'allocazione settoriale continua a premiare i comparti considerati più difensivi come i farmaceutici (75% del campione) e le telefoniche (87,50%), mentre i maggiori "underweight" si concentrano sugli industriali "più legati al ciclo", come spiega De Carli, e sulle utility.   Continua...