PORTAFOGLI-Bond, meglio scadenze brevi,taglio Bce in Q1- gestori

mercoledì 1 ottobre 2008 11:42
 

MILANO, 1 ottobre (Reuters) - Sullo sfondo delle turbolenze dei mercati finanziari nell'obbligazionario è il momento di puntare sulla parte breve della curva, anticipando una riduzione del costo del denaro nei primi mesi dell'anno prossimo.

E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio Reuters-Lipper condotto fra otto primari investitori presenti in Italia.

"L'idea è che possa verificarsi una decisione accomodante della Bce perchè il contagio della crisi finanziaria c'è anche in Europa, la crisi avrà effetti anche sull'economia reale", sottolinea Marco Bonifacio, di Zenit sgr, aggiungendo che tuttavia "è tutto da verificare se tale mossa eviterà un avvitamento dell'economia".

Non manca, tuttavia, chi si aspetta che la Banca Centrale Europea sia costretta ad abbassare i tassi di interesse anche prima della fine dell'anno.

"Riteniamo che a breve la Bce cambierà visione sulla politica monetaria a causa delle ripercussioni della crisi finanziaria sull'economia", spiega Nicola Trivelli, direttore investimenti di Banca Sella. E a chi agita ancora lo spauracchio dell'inflazione, aggiunge: "Abbiamo già avuto segnali di ritracciamento dell'inflazione sui prezzi alla produzione - come risultato della discesa delle materie prime - e anche l'inflazione attesa sta diminuendo".

"Non stimiamo il rischio inflazione come un rischio strutturale in questo momento", rincara il manager che, da "un paio di settimane", sta inoltre comprando tasso fisso e aumentando la duration del portafoglio per proteggersi dal rischio recessivo.

"Negli Usa gli interventi di Fed e governo (in risposta alla crisi finanziaria ndr) incideranno sulla crescita futura e in Ue si sta andando verso una contrazione economica con le esportazioni deboli e l'euro forte". In particolare, Trivelli sta comprando titoli a 30 anni privilegiando carta italiana, attualmente favorita dal differenziale di rendimento con la Germania.

Le tensioni sul settore bancario europeo hanno alimentato acquisti rifugio verso asset di qualità come i Bund allargando nei giorni scorsi il differenziale di rendimento con il Btp decennale fino a 93 punti base, nuovo massimo dall'introduzione dell'euro.