September 30, 2008 / 6:41 AM / 9 years ago

BORSE ASIA-PACIFICO -Indici deboli dopo no a piano banche Usa

3 IN. DI LETTURA

---------------------------------------------------------------- INDICE                     ORE 8,35       VAR%    CHIUSURA 2007 MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS   321,98     -3,04%           420,30 HONG KONG .HSI          17.682,12     -1,11%        22.554,36 SINGAPORE .FTSTI         2.323,07     -1,62%         3.129,43 TAIWAN .TWII             5.719,28     -3,55%         8.778,39 SEUL .KS11               1.448,06     -0,57%         1.825,23 SHANGHAI COMP .SSEC     CHIUSA PER FESTIVITA'       3.375,407 SYDNEY               4.600,5     -4,3%           5.714,4 BOMBAY .BSESN           12.527,48     -0,54%        16.275,59 ----------------------------------------------------------------
 HONG KONG, 30 settembre (Reuters) - Indici in sensibile calo e yen ai massimi degli ultimi quattro mesi oggi sulle piazze asiatiche, dopo che i legislatori americani hanno respinto un piano da 700 miliardi di dollari per mettere fine al panico finanziario e allontanare la recessione.
 L'indice regionale MSCI - che esclude Tokyo - è arrivato a perdere il 4%, non lontano da un minimo degli ultimi 26 mesi.
 Poco dopo le 8,35 ora italiana l'indice lascia sul campo il 3% circa.
 SHANGHAI .SSEC resta chiusa per una festività nazionale, mentre a HONG KONG l'indice - zavorrato da bancari come HSBC e Industrial and Commercial Bank of China - riduce in parte le perdite con gli investitori che si affrettano a coprire le posizioni corte, anticipando le prossime mosse delle autorità statunitensi. Recupera BOMBAY .BSESN e, nel finale, anche SEUL .KS11. La borsa coreana ha terminato in ribasso dello 0,63% dopo essere arrivata a perdere il 5,5%.
 Lettera decisa a TAIWAN .TWII e a SYDNEY , con l'azionario australiano che archivia la seduta ai minimi di quasi gli ultimi tre anni. Capitaland (CATL.SI) guida il ribasso a SINGAPORE .FTSTI.
 Il dollaro è scivolato fino ad un minimo degli ultimi quattro mesi contro lo yen vicino a 103,50, prima di risollevarsi grazie ad acquisti di istituzionali giapponesi legati ad esigenze di chiusura dei bilanci.
 La preoccupazione per le sorti dell'economia globale hanno depresso ulteriormente il prezzo del barile di greggio, spingendolo sotto i 96 dollari. 
     

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