May 28, 2009 / 6:12 AM / 8 years ago

PUNTO 1 - Opel, maratona trattative si chiude senza accordo

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(Aggiunge dettagli, dichiarazioni)

BERLINO, 28 maggio (Reuters) - Il destino della casa automobilistica tedesca Opel resta in bilico, dopo che la maratona di trattative culminata negli incontri di ieri ha mancato di portare a un accordo sul possibile acquirente e sulle modalità di protezione del gruppo in caso di fallimento della controllante General Motors (GM.N).

Lo hanno detto ministri del governo tedesco alla fine delle oltre 12 ore di colloqui di ieri, chiarendo che nella gara per Opel restano ora soltanto due rivali, Fiat FIA.MI e la austro-canadese Magna MGa.TO.

Il ministro dell'Economia Karl-Theodor zu Guttenberg ha detto ai giornalisti che il governo tedesco attende risposte da GM e dal governo americano per venerdì e ha aggiunto di sperare in un accordo per quel giorno. Non c'è stata intesa definitiva sul finanziamento ponte per Opel, ha aggiunto.

Il responsabile delle Finanze Peer Steinbrueck ha chiarito che tra i pretendenti non c'è più il gruppo di private equity RHJ International RHJI.BR e che ora si tratta di un testa a testa tra italiani e Magna MGa.TO.

"Abbiamo fatto richieste al Tesoro Usa e aspettiamo risposte per venerdì, che ci serviranno per concordare un piano" sono state le parole di Guttenberg.

In questa situazione la scelta di un offerente finale con cui chiudere un deal potrebbe richiedere mesi, un tempo di cui non dispongono nè Berlino nè Opel, avendo sullo sfondo la scadenza di fine mesi per il possibile deposito in tribunale dei libri GM dopo il fallimento della proposta di scambio delle obbligazioni.

Anche il finanziamento ponte da 1,5 miliardi di dollari messo insieme dalla Germania è vincolato al via libera degli uomini di Obama allo spostamento degli asset Opel in una forma di amministrazione fiduciaria, mossa che punta a proteggere i brevetti e le tecnologie della controllata europea GM dai creditori della casa madre.

Anche Steinbrueck si è detto speranzoso in una intesa che possa essere raggiunta su questo entro venerdì ma ha parlato di "sorpresa e delusione" a proposito dei negoziatori Usa, perchè GM ha spiazzato i partecipanti annunciando che le servono altri 300 milioni di euro in liquidità a breve aggiuntiva.

Per il governatore dell'Assia Roland Koch si potrebbe dire "chiaramente che una gran parte dei problemi di stanotte sono arrivati dalla combinazione delle nuove cifre arrivate da General Motors e da un atteggiamento non molto collaborativo degli americani, del Tesoro Usa".

Guttenberg ha ribadito che per Opel il ricorso a una procedura di insolvenza resta un'opzione se i negoziatori Usa non cambieranno idea.

La Commissione Ue, intanto, dovrebbe secondo la stampa esaminare domani il caso della casa tedesca.

Rhj Fuori, Restano in Gara Fiat E Magna

Per quel che riguarda l'aspetto delle trattative con i potenziali acquirenti - quello cui si guarda con più attenzione in Italia - l'incontro di ieri pare aver eliminato la holding RHJ mentre ha confermato che resta la gara a due tra il gruppo guidato da Sergio Marchionne e Magna.

La cinese Beijing Automotive Industry Corp (BAIC) potrebbe però restare come outsider se porterà un'offerta più dettagliata di quanto abbia fatto finora.

Anche se sarà GM ad avere l'ultima parola sul nuovo azionista Opel, non serve sottolineare che Berlino ha un ruolo cruciale, se non altro perchè le si chiedono miliardi di euro di garanzie sui prestiti vitali per la sopravvivenza di un deal.

Opel, nata nel 1800 ed entrata nella galassia GM nel 1929, in Germania ha oggi circa 25.000 dipendenti in quattro impianti, argomento che ha assunto una valenza politica tanto più forte quanto si avvicinano le elezioni di settembre.

Come è noto, il piano Fiat ha come obiettivo la creazione di un colosso globale che metterebbe insieme Opel e gli altri marchi europei minori di GM - Vauxhall in Inghilterra e la svedese Saab - per affiancarli alla Chrysler.

Magna vorrebbe invece usare Opel e gli altri marchi GM come ariete per entrare nel mercato della Russia (da dove vengono i suoi alleati in questa proposta).

Gli Usa considerano la vendita Opel una tra le priorità del caso GM, il colosso malato che da inizio anno ha già ingoiato quasi 20 miliardi di dollari di prestiti di emergenza.

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