M&A, primo trimestre dimezzato su 2008 - studio Thomson Reuters

venerdì 27 marzo 2009 17:01
 

MILANO, 27 marzo (Reuters) - La crisi pesa sulle banche di investimento e sull'attività di M&A che, rispetto ai primi mesi del 2008, quest'anno risulta più che dimezzata.

Secondo i dati Thomson Reuters per il primo trimestre 2009, le commissioni percepite a livello mondiale dalle investment banks sono scese del 50% sullo scorso anno, mentre i deal completati di M&A sono caduti addirittura del 68%.

Il totale di 10 miliardi di dollari incassati da inizio anno segna inoltre un minimo da tre anni, di cui 3 miliardi percepiti per i soli advisory fees su accordi completati.

A livello mondiale, il valore dei merger annunciati ha toccato nel primo trimestre 444 miliardi di dollari, con una discesa di un terzo esatto dai 668 miliardi dello stesso quarter del 2008, un minimo dal 2003.

Tra i protagonisti dei deal globali, Morgan Stanley sta in cima avendo partecipato ad accordi per un valore totale di quasi 217 miliardi (era al decimo posto nel 2008) ed è al top anche in Usa. Sui mercati europei deal da 109 miliardi garantiscono la leadership di Credit Suisse.

Come vede chiunque sia attento ai mercati, i settori protagonisti sono stati Healthcare e Finanza: le farmaceutiche hanno fatto accordi di M&A da oltre 120 miliardi, che rappresentano il 27,2% dell'attività di merger del periodo e un aumento del 505%. L'M&A nei finanziari pesa per il 26%.

Accordi in cui l'acquirente sia una società controllata dallo Stato sono risultati pari al 30% del totale, per un rialzo del 249% sullo scorso anno a 130 miliardi.

Per quanto riguarda l'attività di Capital markets, lo studio individua le commissioni di underwriting dall'Europa come il principale driver dei fees, con Barclays, Ubs e JP Morgan leader tra i bookrunners (i fees in Usa sono il 24%). L'emissione di Corporate Bonds - quasi 311 miliardi di dollari nel primo trimestre di quest'anno - è a un record storico ed è stata trainata da Energia e Farmaceutici.