ASSET ALLOCATION ITALIA -Sondaggio Reuters Lipper settembre 2008

martedì 30 settembre 2008 15:03
 

MILANO, 30 settembre (Reuters) - Settembre ha visto precipitare la crisi finanziaria con enormi turbolenze sui mercati globali e i portafogli dei gestori tentano una difesa mantenendo elevata la liquidità.

Metà degli otto primari investitori che hanno preso parte all'ultimo sondaggio Reuters-Lipper sovrappesa il cash, asset class che si attesta in media all'11% dei portafogli bilanciati globali. La quota equity è mediamente al 46,65%, il reddito fisso al 41,33%.

"La componente di liquidità è sovrappesata perchè è molto ben remunerata in una situazione di incertezza", sottolinea Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni.

"Sui prodotti ci sono i rischi flussi" aggiunge "per cui è meglio mantenere una componente maggiore di liquidità in portafoglio per non dover correre dietro ai riscatti", una emorragia che continua a prosciugare i fondi comuni. Lo stop del Congresso, ieri, al piano da 700 miliardi di dollari messo a punto da Washington per dare una boccata d'ossigeno al sistema finanziario americano è l'ultimo episodio di una serie di eventi che hanno fatto precipitare la crisi, con pesanti ripercussioni sui mercati mondiali.

Restando negli Stati Uniti, nell'elenco ci sono il fallimento Lehman Brothers, il salvataggio di American International Group (AIG), Merrill Lynch rilevata da Bank of America e il tramonto del modello della banca d'affari con istituti come Morgan Stanley e Goldman Sachs che hanno chiesto la trasformazione in banche commerciali.

Gli effetti della crisi non hanno tardato a farsi sentire anche da questa parte dell'Atlantico dove Bradford & Bingley, Fortis e, oggi, Dexia hanno evitato il collasso solo grazie a iniezioni di denaro pubblico.

In base al sondaggio l'allocazione settoriale resta prevalentemente difensiva, con una decisa predilezione per i farmaceutici (sovrappesati da sette gestori su otto). "Underweight" banche, utility e industriali di base. Da segnalare la pronunciata tendenza a sovrappesare i telefonici.

"Siamo sovrappesati sul settore 'healthcare', anche se le valutazioni non sono molto economiche", precisa Trivelli che, viceversa, è "underweight" sugli istituti di credito. "Nonostante le valutazioni siano attraenti, mancheranno ricavi e margini del settore e il costo del funding continuerà ad essere elevato", puntualizza.

Dopo la recente decisa correzione del prezzo del petrolio, Sella Gestioni ha incrementato gradualmente l'esposizione agli energetici, portandola in leggero sovrappeso. Il sondaggio rivela tuttavia una tendenza a limitare il peso dei petroliferi in portafoglio, con metà del campione che si dichiara "underweight" su questo settore.   Continua...