Fondi Europa,calo utili per 2 anni,maxi riscatti hedge-M.Stanley

venerdì 24 ottobre 2008 12:41
 

MILANO, 24 ottobre (Reuters) - La guerra sui soldi dei risparmiatori tra banche e fondi comuni cambierà in maniera drastica le prospettive di questi ultimi e il mercato sottostima gli effetti negativi sugli utili legati ai riscatti. Non sfugge alla mannaia neanche il mondo degli hedge, "che potrebbero perdere tra 25-30% del gestito" a fine 2008. Le previsioni fosche per l'industria dell'asset management sono di Morgan Stanley, che in una nota diffusa ieri sera annuncia il taglio delle attese sui leader europei - nessun italiano nell'elenco e molti britannici - aggiungendo aspettative simili sulle case "captive" (cioè di emanazione bancaria come moltissime notre Sgr).

L'universo di gestori indipendenti che include, tra altri, nomi come Schroders (SDR.L: Quotazione), il leader hedge britannico Man Group (EMG.L: Quotazione) o Julius Baer BAER.VX vedrà secondo M.Stanley un calo di utili 2008 del 20%, cui nel 2009 seguirà una discesa del 10%.

"Siamo convinti che il mercato sottostimi il rischio per i profitti proveniente dai riscatti del mondo retail mentre le banche cannibalizzano i fondi per trovare mezzi freschi" dice lo studio di Morgan Stanley. "Riscatti del 20-30% visti nel terzo trimestre sui fondi europei riflettono questo, insieme all'avversione al rischio della clientela (....) non ci sarà un recupero della raccolta netta per tutto il 2009".

Nel mondo hedge, i riscatti dovrebbero portare gli asset under management a fine anno a quota 1.400 miliardi di dollari (da 1.900 in giugno). "In Europa l'anno dovrebbe chiudere con riscatti del 20-25%, percentuale che in Usa sarà del 10-15%, cui va aggiunto l'effetto di un peggioramento delle performance del 15% circa nel secondo semestre 2008" è la stima Morgan.

Nel segmento dei fondi più tradizionali long only, nonostante lo sforzo di tagliare i costi (attesi meno 10-25%) la banca calcola che i margini si ridurranno, pasando dal 30% medio del 2007 in zona 25% nel 2009.

Una nota meno nera arriva sul private banking, dove i nomi di media dimensione si avvantaggiano a scapito dei grandi, mentre opportunità interessanti, per il 2009, emergono nel segmento dei gestori focalizzati su "distressed debt" e mezzanini, dice l'analisi.