PORTAFOGLI-Equity Europa meglio di Usa,più peso a high yield-Ing

mercoledì 23 settembre 2009 13:00
 

MILANO, 23 settembre (Reuters) - Le valutazioni azionarie restano attraenti solo sulla sponda europea dell'Atlantico e, se le prospettive macro depongono ancora a favore dei corporate bond a scapito dei titoli di Stato, è il momento di aumentare l'esposizione a quelli ad alto rendimento.

Ne è convinto Patrick Moonen, senior strategist Ing IM Europe che, sul piano settoriale, opta per un'allocazione ancora moderatamente difensiva, senza dimenticare ciclici come gli industriali.

"I mercati si trovano attualmente in un momento favorevole caratterizzato dalla combinazione di una politica economica e monetaria accomodante e da un miglioramento delle prospettive per gli utili", ha detto a Reuters Moonen. "Tuttavia, con il progressivo stabilizzarsi delle politiche e l'emergere graduale di discorsi sulle 'exit strategies', pensiamo che il periodo dell'espansione dei multipli sia adesso largamente alle nostre spalle".

La casa d'investimento, che globalmente gestisce 338 miliardi di euro (dati a fine giugno), da due mesi è neutrale su azionario (50%) e obbligazionario (50%), sovrappesando i listini del Vecchio Continente e sottopesando Wall Street.

"L'ulteriore performance dell'azionario verrà adesso dalla crescita degli utili", spiega Moonen.

Ing stima che la redditività delle aziende dovrebbe aumentare del 23-24% sia in Europa che negli Stati Uniti.

"In questo contesto preferiamo l'Europa perchè le valutazioni - sulla base degli utili attesi l'anno prossimo - restano ancora ben al di sotto della media di lungo periodo", osserva lo strategist. "Questo è meno il caso per gli Usa dove le valutazioni sono vicine al fair value", aggiunge.

La view della casa è nel complesso positiva nel breve termine, ma più cauta a medio periodo.

"La seconda metà del 2010 potrebbe rivelarsi più difficile perchè la redditività delle aziende dovrà fare i conti con alcune avversità: la debole crescita dei consumi, aumenti delle tasse, un progressivo ridimensionamento dei tagli ai costi e una maggiore regolamentazione/più alti requisiti patrimoniali per il settore bancario", ha detto Moonen. L'investimento settoriale, infine, predilige comparti tradizionalmente difensivi come i telefonici e i farmaceutici, ma anche tecnologici ed energetici.   Continua...