23 ottobre 2009 / 16:01 / 8 anni fa

Intesa,fondi attenti a Fideuram,strada vendita non segnata-fonti

* Prezzo Fideuram caro per tasche Exor

* per Ipo serve finestra mercato favorevole

* Non c'è fretta per cessione Fideuram

di Gianluca Semeraro

MILANO, 23 ottobre (Reuters) - Per la cessione di Banca Fideuram da parte di Intesa Sanpaolo (ISP.MI) non c'è ancora una strada segnata ma varie ipotesi sul tavolo con i fondi di private equity e sovrani che si affacciano come potenziali soggetti interessati e la possibilità di una ipo che resta sullo sfondo.

Lo dicono diverse fonti vicine alla situazione, alcune delle quali sottolineano tuttavia che non sono giunte manifestazioni formali di interesse.

"Ci sono varie ipotesi sul tavolo", spiega una delle fonti senza dare ulteriori dettagli.

Una seconda fonte fa notare che su Banca Fideuram "c'è grande attenzione, non soltanto da parte di Exor. I fondi di private equity sono a caccia in questa fase di buoni affari, devono tornare a investire e Fideuram potrebbe fare al caso loro", aggiunge. "Da non sottovalutare i fondi sovrani", prosegue.

"Le trattative con Exor proseguono" ma resta sullo sfondo la strada dell'Ipo, soluzione indicata originariamente dalla banca per la dismissione di Fideuram e non portata a compimento finora a causa della crisi che ha colpito i mercati finanziari, dice una terza fonte finanziaria.

Secondo quanto riferisce una fonte bancaria, l'ipotesi Ipo starebbe guadagnando terreno nelle ultime settimane e l'eventuale operazione potrebbe aver luogo nella prima parte del prossimo anno. Bisogna infatti approfittare dei mercati in rialzo per il buon esito dell'operazione.

Tuttavia appare molto difficile che Intesa Sanpaolo riesca con l'Ipo a realizzare l'intento di cedere la maggioranza di Fideuram e quindi deconsolidare l'asset dal bilancio, operazione che porterebbe maggiori benefici sui coefficienti patrimoniali, segnatamente il Core Tier 1.

Per la soluzione Exor spingono soprattutto i soci torinesi di Intesa Sanpaolo, in particolare la Compagnia San Paolo. Fideuram è un asset portato in dote da Sanpaolo Imi: la cessione a Exor consentirebbe di non privare la città di Torino di questa importante risorsa.

"La soluzione Exor merita tutta l'attenzione ma l'operazione non può che avvenire alle migliori condizioni possibili per la banca", spiega la seconda fonte.

"Bisogna però capire se Exor è disposta a pagare il prezzo che Intesa Sanpaolo chiede", aggiunge.

Secondo gli analisti Fideuram vale tra 2,5 e 3,5 miliardi di euro, mentre la liquidità a disposizione di Exor non è sufficiente all'acquisto della maggioranza. Inoltre la cassaforte torinese si precluderebbe la strada per altre ipotesi di shopping attualmente al vaglio.

Da non escludere che Exor possa nell'operazione essere affiancata da altri investitori. A questo proposito Il Sole 24 Ore ha scritto che Banca Leonardo potrebbe accompagnarla nell'operazione rilevando fino al 20% di Fideuram.

Le fonti tuttavia escludono questa ipotesi, facendo notare che, malgrado i legami anche azionari tra Exor e Banca Leonardo, quest'ultima è adviser di Intesa nel dossier Fideuram.

Un dato certo è che Intesa Sanpaolo non ha particolare fretta. Nel comunicato del 29 settembre, in cui si annunciava la rinuncia al piano dei Tremonti Bond, la banca spiegava di poter rimanere con ratios attorno ai livelli attuali (intorno al 7% per il Core Tier 1 e all'8% per il Tier 1) nei prossimi 12-18 mesi senza il contributo di operazioni rilevanti di capital management e "pur riprendendo la distribuzione di dividendi alle azioni ordinarie".

"E anche Exor non ha fretta di comprare", dice una delle fonti.

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