23 ottobre 2008 / 12:22 / 9 anni fa

PUNTO 1 - Unicredit, libici hanno 4,9% - banca centrale Libia

(accorpa pezzi, aggiunge dettagli, aggiorna quotazione titolo)

IL CAIRO, 23 ottobre (Reuters) - La banca centrale e i fondi sovrani libici hanno il 4,9% in Unicredit (CRDI.MI), quota al momento "sufficiente", ma che potrebbe aumentare nel futuro.

Lo ha detto il governatore della banca centrale libica Farhat Omar Bengadara a margine di un convegno.

"Conosciamo bene Unicredit e questo è il motivo per cui abbiamo comprato azioni sul mercato. Eravamo allo 0,56% e adesso siamo al 4,9%", ha detto il governatore.

"Questo è sufficiente per ora. Potremmo comprare in futuro ma non adesso", ha aggiunto.

A Piazza Affari,in una giornata pesante per il settore bancario il titolo Unicredit, che in mattinata ha bucato la soglia dei 2 euro, pur in lieve recupero continua a soffrire e attorno alle 14,00 perde il 5% a 1,98 euro.

La settimana scorsa Central Bank of Lybia, Lybian Investment Authority e Lybian Foreign Bank avevano comunicato di aver acquistato sul mercato una quota aggiuntiva di UniCredit, raggiungendo il 4,23% del capitale.

La partecipazione iniziale di Libian Foreign Bank nel gruppo Unicredit (lo 0,56%) nasce dalla quota acquisita in Banca di Roma e poi confluita in Capitalia.

In una intervista rilasciata al Il Messaggero nel weekend il governatore della banca centrale libica aveva detto che la Libia aveva intenzione di rafforzare la propria partecipazione in Unicredit fino ad arrivare al 5% dal 4,23% raggiunto pochi giorni prima. Per salire oltre il 5% di una banca italiana è necessario dare avvio alla procedure per chiedere e ottenere l'autorizzazione alla Banca d'Italia.

Sempre a margine del convegno Farhat Omar Bengadara, che è anche membro del board del fondo da 65 miliardi di dollari Libyan Investment Authority (LIA), ha espresso un interesse di quest'ultimo verso investimenti nell'azionario Europeo e Usa per diversificare il proprio portafoglio dopo i recenti cali del mercato.

"Vogliamo diversificare, primo in Europa, secondo negli Usa e poi nelle economia dei mercati emergenti", ha detto.

"Andiamo più verso (settori)... come farmaceutici, telecomunicazioni, utility e alimentari" ha detto ai giornalisti.

"Stiamo puntando (società) che sono state meno colpite dall'attuale crisi", ha aggiunto.

La LIA ha al momento circa una quota del 10% dei propri asset in investimenti azionari. "Potremmo incrementarla al 12-13% in meno di sei mesi". Questo significa investimenti in equity fino a circa 2 miliardi di dollari nel periodo.

"Alcune banche sono delle buone opportunità per investimento, anche con l'attuale crisi", ha aggiunto.

Nell'intervista a Il Messaggero il governatore aveva inoltre detto di avere una partecipazione azionaria da 50 milioni di euro in Eni (ENI.MI) che probabilmente aumenterà.

"Abbiamo comprato azioni Eni per 50 milioni di euro. Una cifra modesta, se vogliamo, ma indicazione della fiducia che abbiamo nella vostra compagnia petrolifera. E probabilmente ne acquisteremo ancora, ma tenendo sempre in mente il desiderio di diversificare, non necessariamente di controllare", aveva dichiarato.

Sempre a nargine del convegno di oggi il governatore ha anche parlato dei rapporti con Lehman Brothers, dicendo che la LIA aveva 300 milioni di dollari in un portafoglio gestito dalla banca di investimenti Usa fallita.

"Abbiamo un legale che sta seguendo la vicenda. Speriamo di riuscire a recuperare il 60-70%", ha detto.

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