PORTAFOGLI-Pictet Funds scommette su borsa Cina,debito emergenti

mercoledì 22 aprile 2009 11:33
 

MILANO, 22 aprile (Reuters) - Borsa cinese e debito dei paesi emergenti in valuta forte entrano questo mese nel radar strategico di Pictet Funds, che conferma cautela sull'azionario e diffida del reddito fisso. "Le recenti misure del Fondo Monetario Internazionale sono di supporto", ai titoli di stato dei paesi emergenti, ha detto a Reuters Marco Piersimoni, citando i nuovi fondi stanziati dall'organismo sovranazionale (750 miliardi di dollari). "Questo comparto dovrebbe gradualmente decorrelarsi dall'universo corporate", aggiunge.

In campo azionario è il momento di fare spazio in portafoglio alla Cina, "il paese che ha risposto alla crisi utilizzando la manovre fiscali in maniera più massiccia (7% del Gdp) e veloce e i frutti iniziano a vedersi", spiega Piersimoni, dell'investment advisory team di Pictet Funds insieme ad Andrea Delitala.

Per il resto, Pictet ribadisce l'indicazione di sottopesare le borse con un'indicazione di breve tra neutrale e negativa - dopo il recente rally dai minimi - e una preferenza per le azioni americane "per il maggiore impegno anticiclico delle politiche Usa".

"Crediamo vi siano buone possibilità che i minimi degli indici per quest'anno, e forse per questo ciclo, siano alle spalle: qualcosa di meglio di un bear market rally", ha detto Piersimoni. "Tuttavia, mancando i presupposti per un trend positivo nel prossimo futuro è lecito aspettarsi un'oscillazione laterale".

Sul fronte obbligazionario, il portafoglio si arricchisce queste mese di emissioni societarie investment grade diversificate, confermando l'esposizione ai titoli indicizzati all'inflazione sulle scadenze lunghe per proteggersi da un eventuale brusco ritorno all'inflazione.

"Sui governativi prendiamo il rischio tasso solo tramite i titoli reali all'interno di un paniere europeo ben diversificato in cui l'Italia può avere tranquillamente il suo ruolo", spiega Piersimoni definendo il Bund "troppo caro", anche perchè è stato destinatario privilegiato del "fly to quality".

Se per il momento i rischi di forte salita dei rendimenti a lungo termine sono scongiurati dalle manovre delle autorità monetarie, secondo Pictet Funds "i titoli a lungo termine, oggi 'cari', riserveranno brutte sorprese già quando inizieranno a scontare la fine delle manovre eccezionali e dei tassi a zero".

Pictet Funds, che a fine marzo gestiva 75,1 miliardi di franchi svizzeri, consiglia infine di tenersi alla larga dal rischio valutario privilegiando l'euro.

"I driver classici, come valutazioni e differenziali dei tassi fra i paesi core, non danno grandi segnali e in più c'è il rischio che alcuni paesi decidano di stimolare l'export attraverso le svalutazioni competitive", spiega Piersimoni, ammettendo che, tuttavia, questo rischio è stato parzialmente fugato al G20. "Nel lungo termine ci piacciono le valute emergenti", aggiunge.