20 gennaio 2009 / 14:59 / 9 anni fa

PORTAFOGLI - Selettività nei bond e difensivi in borsa -_Merrill

MILANO, 20 gennaio (Reuters) - Prudenza è la parola d'ordine adottata da Merrill Lynch Wealth Management nel 2009. "La probabilità che quest'anno sarà peggiore rispetto al 2008" induce la società di gestione del risparmio a suggerire ai clienti di essere molto cauti.

Questa l'opinione di Gary Dugan, managing director e chief investment officer di Merrill Lynch Global Wealth Management Emea. Davanti a "un problema strutturale dell'economia mondiale sul debito" e al "rischio di deflazione", Merrill "comprerà bond in modo selettivo", ha spiegato nel corso di un incontro con la comunità finanziaria. Il fund manager punta sui titoli corporate con rating elevato, e ritiene che il mercato delle obbligazioni governative sia gonfiato.

Dugan, accompagnato da Massimo Fortuzzi, chief operating officer per l'Italia, ha sottolineato l'avversione al rischio che caratterizza questa crisi, con il risultato che "la liquidità continuerà ad avere valore".

La votazione elevata per i bond societari di qualità e per quelli bancari privilegiati fa dire a Merrill che tra qualche tempo potrebbe essere l'ora di comprare leveraged loans, obbligazioni ad alto tendimento e convertibili, mentre vengono bocciati i bond dei mercati emergenti e gli hedge fund che operano nel reddito fisso.

Per quanto riguarda l'azionario, Merrill predilige "titoli di alta qualità e ad alto rendimento in settori difensivi". Secondo Dugan, "nella prima metà dell'anno potrebbe anche verificarsi sui mercati azionari mondiali un rally di cui potrebbero beneficiare i titoli dei settori dei beni di consumo e ciclici".

Ma "gli investitori dovrebbero mantenersi prudenti ed essere preparati a prese di profitto", perché "un eventuale rally perderà slancio nel secondo semestre". A livello regionale, posizioni long nell'azionario europeo.

Guardando ai settori, Merrill è positiva su sanità, media, tecnologia, tlc, alimentari e bevande, beni di uso personale. Giudizio neutrale invece su retail, materie prime, petrolio e gas, prodotti chimici, utilities e assicurazioni, e addirittura negativo su edilizia, industriali, viaggi e tempo libero, autoveicoli, banche e servizi finanziari.

In materia di commodities, i metalli preziosi, prevede Dugan, "potrebbero mettere a segno un rally". L'oro, in particolare, è visto salire a 1.100 dollari l'oncia nel primo trimestre e a 1.150 dollari nel secondo quarter.

Ulteriore indebolimento in vista, per il fund manager, del greggio Wti, con prezzo che scenderà a 43 dollari il barile nel primo trimestre, per risalire a 45 dollari nel secondo.

Sul fronte delle valute, Dugan ritiene che le pressioni esercitate dall'aumento della disoccupazione potrebbero spingere "qualche politico europeo a proporre l'abbandono dell'euro".

Di conseguenza, il cambio euro/dollaro viene stimato in calo a 1,12 nel giugno prossimo, per risalire a 1,24 a fine anno. Il biglietto verde, ritiene Dugan, beneficerà "della fuga di capitali dai mercati emergenti e delle politiche fiscali di stimolo di (Barack) Obama". Resta la pressione sulla sterlina rispetto al dollaro.

"Gli investitori potrebbero prendere in considerazione il settore del private equity, che nelle crisi del 1991 e del 2001 ha prodotto rendimenti consistenti". Cautela, invece, sugli hedge fund. Una luce di opportunità anche "negli investimenti immobiliari, nella seconda parte dell'anno".

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