November 20, 2009 / 11:53 AM / 8 years ago

PUNTO 2- B. Profilo, piano al 2012 vede focus su private banking

5 IN. DI LETTURA

(Aggiunge altri dettagli da presentazioni analisti)

MILANO, 20 novembre (Reuters) - Focalizzazione nel private banking in Italia e in Svizzera, nelle attività finanziarie e di consulenza a servizio dei clienti, controllo dei rischi, smobilizzo del portafoglio finanziario, soprattuto dei derivati, e elevata dotazione patrimoniale.

Sono queste le principali linee del piano industriale di 2010-2012 di Banca Profilo (PRO.MI) dopo la recente ristrutturazione della banca che ha portato all'ingresso del nuovo azionista di maggioranza, Sator, in quella che è stata la prima operazione in Europa di controllo di una banca da parte di un fondo di private equity.

Sul fronte dei target reddituali e patrimoniali consolidati il piano, approvato ieri sera dal Cda presieduto da Matteo Arpe, prevede a fine triennio una raccolta complessiva da clientela per 8,4 miliardi di euro da 1,7 miliardi di fine settembre scorso, ricavi superiori a 100 milioni da 33 milioni, un cost income in discesa al 59% dall'89% e un Roe a fine trienno del 16,8% dal 2%.

Dopo la perdita dell'anno scorso di 78 milioni essenzialmente a causa dell'andamento negativo del trading proprietario e il previsto ritorno all'utile a fine 2009, Profilo prevede inoltre a fine piano un utile netto "intorno ai 26-27 milioni di euro".

E' prevista, inoltre, una crescita dell'organico del 48%.

"In molti aspetti le assunzioni del piano sono molto poco aggressive. Rispetto a dove potremmo andare, non inglobano un eccessivo ottimismo. Abbiamo elasticità per andare oltre", ha commentato Matteo Arpe nel corso della presentazione.

Azionariato Stabile, Sator Rimarra' Almeno 5-7 Anni

Dopo i due aumenti di capitale conclusi tra luglio e ottobre per un totale di circa 100 milioni di euro (70 milioni riservati ad Arepo BP, controllata Sator, e 29,8 milioni in opzione agli azionisti), il fondo di Matteo Are controlla il 55,8% del capitale di Banca Profilo.

Ai precedenti azionisti di riferimento fa capo il 18,5% del capitale. Post collocamento dell'ulteriore tranche da 10 milioni presso investitori istituzionali, entro fine anno, Arepo scenderà al 52% del capitale.

"Vogliamo rimanere almeno 5-7 anni, ma questo orizzonte potrebbe andare ben oltre", ha detto Arpe sottolineando la stabilità della compagine azionaria impegnata nel processo di rilancio.

Tra Arepo BP e gli azionisti di riferimento vi è un accordo della durate di 12 mesi con clausole di lock-up.

"In questo piano ho voluto metterci la mia faccia, tutto il mio impegno", ha detto Arpe agli analisti aggiungendo che "alla banca dedico due-tre giorni alla settimana del mio tempo".

Crescita Organica E Per Vie Esterne, Selettivi Su Scudo

L'Italia e la Svizzera saranno le basi operative per la crescita organica e per vie esterne del gruppo. A livello organico Profilo vuole ottimizzare la sua presenza territoriale valutando l'apertura fino a 12 nuove filiali e con un target di 36 nuovi banker al 2012.

Sul fronte esterno le acquisizioni dovranno contribuire fino al 25% della crescia delle masse, senza avviamento.

Un possibile impatto positivo potrà inoltre derivare dallo scudo fiscale partito in Italia lo scorso 15 settembre, anche se il provvedimento non ha un particolare peso nel piano.

"Per noi lo scudo, che comunque ci interesa, non è la parte centrale del nostro modello di business. Ci interessa soprattutto la capacità di prendere capitale on shore", spiega Arpe.

"Lo scudo è sicuramente un'opportunità ma la vediamo in un ottica selettiva", aggiunge.

Solido Patrimonio Base Per Rilancio

Con la ricapitalizzazione il coefficiente di vigilanza Tier 1 a fine anno è atteso sopra il 25%, "tra i più alti a livelli europeo", ha ricordato Arpe.

E previsto comunque che rimarrà sopra il 20% per la durata del piano, ha aggiunto l'AD, Fabio Candeli.

Il capitale "è sicuramente in eccesso, ma preferiamo mantenerlo alto per dare fiducia alla clientela", ha risposta Arpe alle osservazioni degli analisti sull'elevato livello di equity.

"In questa fase tutta la clientela che ha abbandonato le proprie banche lo ha fatto perchè gli istituti non avevano Tier 1". "Avere un Tier 1 importante è una bella garanzia, anche perchè viene messo a servizio di prodotti e strutture per la clientela", ha detto.

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