Buyout, operatori vedono calo deal e prezzi in sem1 - sondaggio

martedì 20 gennaio 2009 11:31
 

MILANO, 20 gennaio (Reuters) - La netta maggioranza degli operatori di private equity e venture capital si attende nel primo semestre di quest'anno un calo delle operazioni e una flessione dei prezzi.

E' quanto emerge da un sondaggio svolto da Deloitte Financial Advisory Services, dice una nota.

Lo studio, dal titolo "Italy Private Equity Confidence Survey" evidenzia che il 71,4% degli intervistati prevede per i prossimi sei mesi un ulteriore peggioramento della situazione economica.

I prezzi delle cessioni delle partecipazioni detenute in portafoglio dai fondi sono stimate in calo dall'88% del campione, mentre il 64,3% prevede una diminuzione del numero di operazioni.

Ne consegue che l'attività di disinvestimento è vista in frenata dal 78,6% degli intervistati. Le cessioni che verranno effettuate, secondo il 58,5% del campione, saranno soprattutto trade sale, ovvero vendite a gruppi industriali, mentre il 14,6% continua a credere nei secondary buyout; stessa percentuale per chi vede all'orizzonte soprattutto buyback. E' pari a zero il numero di quanti prevedono un exit dagli investimenti attraverso quotazioni in Borsa.

Guardando alle dimensioni dei deal, il 36,6% pensa di focalizzarsi su società con un enterprise value compreso fra 5 e 15 milioni di euro.

I settori più attraenti, secondo l'indagine di Deloitte, sono manifatturiero (17,6%), prodotti industriali (13,7%) e food&wine (10,7%).

La percentuale di equity nei deal è stimata in crescita, compresa fra il 41% e il 60%. Il debito che gli operatori prevedono di ottenere è soprattutto senior.

Fra le conseguenze della crisi, il mondo del private equity stima un allungamento della permanenza delle partecipazioni in portafoglio (24,8%), il minore ricorso alla leva finanziaria (24%), il calo dei multipli medi di acquisizione (23,1%), un ruolo più attivo nella gestione delle partecipate e il rallentamento della raccolta di fondi (8,3%), l'accantonamento delle quotazioni come modalità di exit (6,6%) e un incremento di interesse per le operazioni di turnaround (5%).