Bond per catastrofi, prezzi alle stelle strangolano emissioni?

lunedì 20 luglio 2009 15:33
 

* Indice Swiss Re sui catastrophe bond a massimo record

* Costi elevati creano disincentivo a potenziali emittenti

* Domanda e costi riassicurazione riducono rendimenti

LONDRA, 20 luglio (Reuters) - Le valutazioni dei cosiddetti "catastrophe bond" sono al massimo dopo il rimbalzo dall'ondata di vendite di fine 2008, ma a prezzi così elevati si potrebbe verificare una limitazione delle nuove offerte.

In realtà sono poche le nuove emissioni al di fuori del segmento dominante del massimo rischio Usa legato a uragani e terremoti, anche perchè chi cartolarizza rischi come le tempeste in Europa o i terremoti giapponesi è riluttante a offrire i rendimenti ben sopra al 10% che si sono visti sul mercato statunitense.

"Gli spread sul rischio Usa sono elevati persino rispetto al 2006 nel dopo-Katrina (la catastrofe più costosa della storia per gli assicuratori)" spiega Francois Divet, portfolio manager specializzato per AXA Investment Managers.

Premi così elevati nascono in parte dalle svendite viste dopo il fallimento Lehman Brothers, che ha fatto esplodere le paure su quanto fossero sicuri i collateral che garantiscono molti bond delle catastrofi. "Anche in presenza di collateral migliorati, i nuovi bond non possono offrire spread più stretti" per Divet.

I timori sul mercato dei crediti hanno spinto forti vendite nell'ultimo trimestre 2008, quando i "cat bond" davano ritorni negativi, secondo l'indice Swiss Re benchmark del settore. E ad aumentare la debolezza delle quotazioni si erano messi anche gli hedge, costretti a realizzare per rispettare i margin call.

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