19 novembre 2008 / 14:30 / tra 9 anni

La recessione mondiale è arrivata - sondaggio Merrill

LONDRA, 19 novembre (Reuters) - L‘economia mondiale è entrata decisamente in recessione e ci rimarrà per qualche tempo.

Ne sono convinti gli investitori che hanno preso parte all‘ultimo sondaggio condotto da Merrill Lynch.

Come conseguenza i gestori stanno privilegiando asset difensivi come le utility, i titoli di stato e la liquidità, secondo l‘indagine mensile di novembre, ma ci sono anche deboli indicazioni di una stabilizzazione dei recenti trend pessimistici.

“I risultati di questa (nuova) indagine sono 1) siamo decisamente in recessione, non ci stiamo entrando e 2) ci rimarremo per un po’”, ha detto Gary Baker, responsabile della strategia azionaria di Merrill per la regione EMEA.

Il sondaggio mostra che il mondo è in recessione secondo l‘84% degli intervistati, una percentuale in crescita rispetto al 69% di ottobre e al 44% di settembre.

Parallelamente, il 67% degli investitori prevede che l‘economia globale si indebolirà nei prossimi 12 mesi. Solo il 22% si aspetta un miglioramento.

Il sondaggio è stato condotto dal 7 al 13 novembre, un periodo in cui le borse mondiali hanno perso circa il 13%, le quotazioni del greggio hanno corretto di un terzo e l‘indice delle principali materie prime .CRB è sceso del 14%.

I dati elaborati da Merrill mostrano che questo andamento del mercato è chiaramente riflesso negli investimenti dei partecipanti.

I gestori hanno trovato rifugio in farmaceutici, consumer staples, tlc e utility.

Dal punto di vista geografico, chi è investito in azioni preferisce la borsa di Wall Street grazie alla migliore qualità potenziale degli utili.

Nonostante i risultati dell‘indagine siano complessivamente all‘insegna del pessimismo, non manca qualche segnale incoraggiante: scende infatti al 54% dal 62% di ottobre la quota di quanti sottopesano le borse mentre diminuiscono al 37% dal 46% quanti sovrappesano l‘obbligazionario.

Anche la fuga dall‘azionario dei mercati emergenti sembra essersi fermata, con i gestori sottopesati che scendono al 30% dal 36% del mese precedente.

Sul fronte valutario, inoltre, per la prima volta nella storia del sondaggio il numero di quanti giudicano caro lo yen supera quello di quanti lo ritengono sottovalutato. L‘apprezzamento della moneta giapponese è stata un indicatore dell‘avversione globale al rischio.

L‘indicatore di rischio e liquidità elaborato da Merrill sulla base del sondaggio è migliorato leggermente.

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