PORTAFOGLI-East Capital punta a medio su Russia, Polonia,Balcani

martedì 18 novembre 2008 15:54
 

MILANO, 18 novembre (Reuters) - Multipli in molti casi stracciati, tassi di crescita che restano interessanti per il 2009 nonostante una revisione al ribasso delle stime in media di due punti. Questi i motivi per cui i mercati dell'Est Europa restano in generale un investimento attraente nel medio e lungo periodo, a condizione di diversificare per sottrarsi alla volatilità dei listini e nonostante la crisi finanziaria abbia messo a nudo la fragilità di paesi come Ungheria e Ucraina.

La convinzione è espressa in casa di East Capital, sgr esperta della zona orientale europea che giudica promettenti Russia, Polonia e i paesi dei Balcani.

"Non vuol dire che le quotazioni saranno migliori domani o dopodomani" ha detto in un'intervista a Reuters il fund manager Luca Pierazzi "ma, in un'ottica di medio-lungo termine, quando si comprano price/earnings di questo genere è molto difficile sbagliare".

Il gestore, responsabile degli uffici italiani della società indipendente specializzata nei paesi dell'ex Unione Sovietica e del Baltico, si sofferma sul caso Russia, dove le valutazioni sono state assottigliate, non solo dal deleveraging forzato dalla crisi finanziaria ma, prima ancora, dalla reazione emotiva al conflitto georgiano di agosto.

"Dal punto di vista dimensionale" spiega "si può paragonare la discesa del mercato russo cui abbiamo assistito da giugno a oggi, al calo che il mercato ha avuto nel 1998", epoca del default del debito di Mosca. Allora la borsa russa scese dell'80% dai massimi nel 1998 e, a distanza di un decennio, oggi l'azionario di Mosca ha perso dai massimi il 75%.

Il rapporto prezzo/utili del mercato in Russia è stato schiacciato così a 3,5, multiplo tra i più bassi nel panorama delle borse emergenti dal momento che in Brasile questo rapporto è di 7, in India di 10, in Cina di 13, nota Pierazzi mentre ricorda che "il p/e del settore petrolifero russo è addirittura più basso, al 2,5".

Altri elementi a favore della scommessa: il fatto che il contesto macro russo è in salute con "riserve valutarie terze per dimensione al mondo e per anni un avanzo di bilancio", mentre la risposta delle autorità alla crisi finanziaria è stata talmente "tempestiva e ben orchestrata da far concorrenza alle azioni intraprese da diversi paesi occidentali".

Per rinforzare lo stato patrimoniale delle banche russe sono stati stanziati ben 36 miliardi, ricorda il manager; ma il governo si è reso disponibile ad investire solo in debito subordinato delle banche, con durata minima di 5 anni e nella misura in cui gli azionisti partecipano alla ricapitalizzazione.

East Capital ha in gestione 3,2 miliardi di euro di cui i due terzi, fra fondi comuni e di private equity, sono investiti in Russia. Il fondo Eastern European della casa ha circa 150 titoli e investe in 20 paesi diversi contro un indice, come il MSCI emergenti, che misura l'andamento di cinque mercati.   Continua...