Fondi sovrani, alleanze per investimenti strategici

martedì 18 agosto 2009 17:04
 

LONDRA, 18 agosto (Reuters) - Un numero crescente di fondi sovrani sta collaborando per fare investimenti strategici congiunti al fine di ridurre i rischi e massimizzare gli utili, scelta che potrebbe rappresentare un fattore di stabilizzazione dei mercati finanziari, grazie agli investimenti a lungo termine.

I fondi sovrani di Cina, Singapore, Malesia, Corea, Abu Dhabi e Kuwait sono tra i firmatari dei recenti accordi per formare partnership di investimento con altri.

Mettendo in luce le proprie ragioni commerciali, gli accordi tra i fondi potrebbero aiutare a calmare le preoccupazioni diffuse tra controllori e politici che sospettano che gli investimenti dei fondi sovrani siano politicamente orientati.

I fondi sovrani "realizzano che il loro livello di competenza non è universale e trovano che ottenere competenze aggiuntive attraverso la cooperazione sia una valida opzione. Condividono i rischi e favoriscono l'accesso al co-finanziamento", spiega a Reuters Alexander Mirtchev, direttore indipendente del fondo sovrano kazaco Samruk-Kazyna.

"I fondi sovrani hanno la possibilità di stabilizzare le compagnie sulle quali investono, poiché non sono legati ai risultati trimestrali", aggiunge.

I fondi sovrani formano un comparto da 3.000 miliardi di dollari e dall'inizio della crisi del credito hanno sostituito gli hedge fund e il private equity come soggetto principale nel rilevamento di compagnie.

Tra gli accordi raggiunti, il fondo Mubadala di Abu Dhabi ha firmato un accordo con 1Malaysia Development Berhad (1MDB), per un investimento in Malesia di un miliardo di dollari in energia e immobili.

Il fondo francese Fsi sta pianificando un investimento insieme a Mubudala nel comparto francese delle biotecnologie, con una spesa che supera i 10 milioni di euro per società.

India e Oman hanno un fondo d'investimenti congiunto con una soglia base d'investimento pari a 100 milioni di dollari per i prossimi cinque anni, estendibile fino a 1,5 miliardi.   Continua...