Seat corre su ipotesi aumento capitale e rinegoziazione covenant

venerdì 14 novembre 2008 10:34
 

MILANO, 14 novembre (Reuters) - Seat Pagine Gialle PGIT.MI corre a Piazza Affari, con scambi piuttosto intensi.

Attorno alle 10,15 italiane, il titolo della società di publishing balza del 3,03%, a 0,0646 euro, dopo aver segnato un massimo di 0,0659 euro. Sono passati di mano oltre 8,6 milioni di pezzi, contro una media dell'intera seduta di 79,502 milioni negli ultimi trenta giorni.

"I soci di riferimento potrebbero trovare un accordo sulla ricapitalizzazione", commenta un trader.

Il 7 novembre scorso, una fonte, riferendosi ad indiscrezioni di stampa, aveva detto che un aumento di capitale è fra le opzioni al vaglio in vista del piano industriale.

L'11 novembre scorso, poi, l'AD Luca Majocchi, nel corso della conference call dopo la pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi, aveva aggiunto che la priorità è ridurre il debito.

Oggi, il settimanale Il Mondo scrive che i quattro fondi di private equity che hanno in mano il 50,4% del capitale - Cvc, Bc Partners, Permira e Investitori Associati - hanno raggiunto un accordo di massima con JP Morgan e Goldman Sachs e i principali isituti finanziatori (Royal Bank of Scotland e Intesa Sanpaolo) per un aumento di capitale da 200-250 milioni di euro, metà sottoscritto dai fondi e per il resto dal consorzio bancario.

Gli operatori di private equity, secondo il settimanale, in cambio chiedono ai creditori del debito senior di Seat di rivedere i covenant finanziari.

Il 7 novembre scorso, la stessa fonte che aveva ammesso lo studio di un aumento di capitale aveva smentito la violazione dei covenant.

"La rinegoziazione dei covenant con le banche è un fatto noto", sottolinea un analista che segue Seat. "D'altro canto, se l'entità dell'aumento di capitale venisse confermata, mi sembra poca cosa, il minimo per allontanarsi dalla soglia di pericolo".

Al 30 settembre scorso, il gruppo guidato da Majocchi aveva un debito finanziario netto di 3,105 miliardi. La gran parte (circa 1,6 miliardi) fa capo a Rbs, mentre il resto (1,2 miliardi circa) è rappresentato da un bond high-yield emesso dal veicolo Lighthouse International Company, con scandenza 30 aprile 2014.

Non è stato possibile avere un commento dal gruppo.