Fondi, F2i e Citi definiscono contenzioso su collocamento quote

lunedì 8 agosto 2011 12:37
 

MILANO, 8 agosto (Reuters) - Citigroup e F2i Sgr hanno definito in via bonaria il contenzioso relativo all'attività di collocamento delle quote del fondo dedicato agli investimenti nelle infrastrutture guidato da Vito Gamberale.

Le due parti, si legge in un comunicato, hanno "appianato ogni conseguente dissidio, ritrovando lo spirito collaborativo che ne aveva sempre caratterizzato i reciproci rapporti".

La 'pace' siglata fra Citigroup e F2i potrebbe portare "a discutere e valutare future ipotesi di collaborazione con riguardo a possibili operazioni di M&A e di capital markets e/o alla prestazione di servizi bancari, di investimento e accessori".

La nota non precisa i termini della definizione del dissidio.

Il contenzioso, promosso da F2i davanti al Tribunale civile di Milano, risale al 2010. Dopo aver lanciato il fondo nella primavera del 2007, Vito Gamberale, AD di F2i, aveva affidato, dopo una gara tra banche d'affari, a Citigroup il compito, in esclusiva, di trovare investitori disposti a sottoscriverne le quote.

In diciotto mesi, però, Citi, secondo la contestazione di Gamberale, non aveva trovato nemmeno un investitore, mentre ne aveva reclutati per il suo fondo dedicato alle infrastrutture, lanciato praticamente in contemporanea.

Da qui, si leggeva sui quotidiani del 2010, F2i aveva avanzato al Tribunale di Milano una richiesta di risarcimento danni per 100 milioni.

Ricostruzione, quella di F2i, contestata all'epoca dalla banca d'affari, che riteneva di aver agito correttamente.

Nel frattempo, nel marzo del 2009, F2i, con il management che ha agito direttamente per reclutare sottoscrittori, ha chiuso la raccolta del primo fondo a quota 1,852 miliardi di euro, sottoscritto per 938 milioni dagli sponsor (Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo-Biis (ISP.MI: Quotazione), Cdp-Cassa Depositi e Prestiti, Unicredit (CRDI.MI: Quotazione), Merrill Lynch (BAC.N: Quotazione), sette fondazioni bancarie italiane e due casse di previdenza) e per 906 milioni da limited partner, dei quali 610 milioni da parte di core investor.

Ora la chiusura "bonaria" del contenzioso.