2 agosto 2011 / 11:23 / 6 anni fa

PUNTO 1-Ipo, Avio verso domanda ammissione entro settimana-fonte

(aggiunge dettagli, background)

MILANO, 2 agosto (Reuters) - Gli azionisti di Avio puntano a presentare la domanda di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie sul Mta di Borsa Italiana entro la fine della settimana.

E' quanto dice una fonte vicina al dossier.

"Il filing dovrebbe essere venerdì prossimo", spiega la fonte, aggiungendo che l'obiettivo del gruppo aerospaziale è "completare l'iter procedurale quanto prima e poi valutare l'andamento dei mercati".

La prima finestra che gli azionisti di Avio (l'operatore di private equity Cinven ha l'81% del capitale, Finmeccanica SIFI.MI il 14% e il restante 5% è in mano al management) intendono cogliere per l'Ipo, argomenta la fonte, è "quella di fine ottobre-inizio novembre".

Il 29 luglio scorso, l'assemblea degli azionisti di Avio ha conferito al Cda i poteri necessari alla presentazione della domanda di ammissione al Mta di Borsa Italiana.

In sede straordinaria, l'assemblea ha deliberato un aumento di capitale, con esclusione del diritto di opzione, a servizio dell'offerta, con efficacia subordinata all'inizio delle negoziazioni in borsa. "L'importo dell'aumento", spiega la fonte, "verrà stabilito successivamente".

Il collocamento del gruppo di Rivalta di Torino, pertanto, assumerà la forma dell'Opvs, ma le quote di capitale che verranno messe in vendita dagli attuali soci "dipenderanno da diversi fattori", a partire dalla valorizzazione.

Tra gli obiettivi dell'Ipo c'è il rimborso di parte dell'indebitamento (che al 30 giugno scorso ammontava a 1,412 miliardi). Il livello di leva verrà ridotto "a circa tre volte l'Ebitda", da poco sopra quattro volte l'attuale, per rendere la società guidata da Francesco Caio più 'market friendly'. Di conseguenza, la quota in aumento di capitale riguarderà titoli per un controvalore di "circa 300-400 milioni di euro".

L'Ipo si accompagnerà ad una rinegoziazione dell'attuale debito con un pool di banche, in modo da rimodulare i covenant e renderli più compatibili con quelli di una società quotata. "La rinegoziazione del debito", dice la fonte, "avverrà a ridosso dell'Ipo e, come l'aumento di capitale, è condizionata al collocamento".

COLLOCATORI GUARDANO A INVESTITORI A LUNGO TERMINE

Avio ha chiuso il primo semestre con ricavi pari a 898,8 milioni di euro (+10,7%), un Ebitda adjusted di 189,8 milioni (+13,9%) e un portafoglio ordini di 5,9 miliardi. Il 2010 era andato in archivio con ricavi pari a 1,753 miliardi, un Ebitda adjusted di 339,1 milioni e un portafoglio ordini di 6 miliardi.

Per quanto riguarda i comparable che azionisti e advisor di Avio stanno prendendo in considerazione in vista del collocamento, la fonte afferma che "non ci sono gruppi quotati identici", perché, per lo più, si tratta di produttori di motori per l'aviazione o di conglomerate industriali con porzioni di business dedicate all'attività di Avio. Ma, aggiunge, punti di riferimento sono l'americana Precision Castparts (PCP.N), la britannica Meggitt (MGGT.L), la francese Safran (SAF.PA) e Rolls-Royce (RR.L). Titoli che "si sono difesi bene (nella bufera che si è abbattuta negli ultimi mesi sui mercati), "in alcuni casi hanno registrato persino aumenti delle quotazioni".

Le società comparabili, prosegue la fonte, "quotano a multipli sull'Ebitda di circa 7,5-8,5 volte". Di conseguenza, ipotizzando che Avio chiuda il 2011 con un Ebitda doppio rispetto al primo semestre, il gruppo piemontese potrebbe puntare ad approdare a Piazza Affari sulla base di una valutazione di circa 2,85-3,3 miliardi di euro.

Per quanto riguarda, infine, la natura dei potenziali investitori, la fonte dice che Avio "non è un titolo da retail; non mi stupirei se la quota (riservata ai risparmiatori) fosse il minimo del 10%". I bookrunner, dunque, punteranno soprattutto su "investitori istituzionali", in particolare "long only", riducendo al minimo il peso degli hedge, con prevalenza di fondi europei e statunitensi. Istituzionali attirati, si ipotizza, da un gruppo che opera in "un settore ben rappresentato nei portafogli" e con natura parzialmente difensiva, dato che "circa il 20% del fatturato viene generato dal comparto militare (contratti a lungo termine con il ministero della Difesa)", a fronte di un 65% del civile (la parte restante arriva dall'aerospazio e dai servizi).

"Non credo che ci sarà un grande coinvolgimento degli investitori asiatici", aggiunge. Non è escluso, infine, un ruolo dei corner investor, "ma è un'arma a doppio taglio", visto che "tendono un po' a deprimere il prezzo".

Banca Imi, Deutsche Bank, JP Morgan, Morgan Stanley e Barclays Capital agiscono in qualità di joint bookrunner. Rothschild è l'advisor finanziario. Kpmg ha il ruolo di advisor industriale, mentre Chiomenti e Sullivan & Cromwell hanno l'incarico di advisor legali della società.

Massimo Gaia

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